Visualizzazione post con etichetta Santana Carlos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Santana Carlos. Mostra tutti i post

giovedì 30 giugno 2011

il momento esatto della mia conversione

Dovessi andare a ritroso nella mia vita alla ricerca del momento esatto in cui ho scoperto il jazz...
C'è stata la fase Perigeo, ricordo. Passai dal Rock Progressivo ai Perigeo e, forse, con un po' di azzardo si potrebbe scoprire una linea di collegamento, seppur sottilissima. Dai Perigeo ai Weather Report e da qui a un mitico Lp di Mc Coy Tyner, Sahara (confesso che non conoscevo ancora J.W.C.) il passo fu breve. Per molto tempo ho attribuito a quel preciso periodo la mia conversione alla musica afroamericana.
Non è così, credo. Quando sono passato dai King Crimson al Perigeo qualche trasformazione dentro me era già avvenuta, un interesse per brani strutturati in senso modale, per esempio si era formato all'ascolto di un disco dei Santana, Caravanserai e se proprio dovessi segnarmi un inizio lo darei proprio a questo disco!


Carlos Santana è stato uno che ha usato la chitarra come un saxofono e si è impregnato di ascolti Coltraniani. Uno che si è studiato bene A Love Supreme affrontandolo poi, insieme a Mc Laughlin nel disco Love Devotion and Surrendere che, infine, ha collaborato anche con la moglie di Coltrane, Alice.

                                    

sabato 1 agosto 2009

Sei corde



La chitarra, quella cosiddetta jazz che fa venire in mente Charlie Christian, Wes Montgomery piuttosto che Django Reinhardt o Bill Frisell. Eppoi John Mc Laughlin, Derek Bailey e cento me li son dimenticati nello scrivere di primo acchitto.
Non sono sicuro che la chitarra abbia veramente succhiato l'anima del jazz. Per questo motivo illustro il post con fotografie di Carlos Santana nonostante egli usasse più Gibson che Fender. Non solo perchè Santana è uno che ha studiato il John Coltrane di My Favorite Thing ma soprattutto perchè, durante un eccesso di malinconia, uno di quelli che mi prendono ciclicamente, mi è venuto il desiderio di ascoltare Europa, vecchia canzone di qualche tempo fa.
Ascolto che mi suscita una riflessione:


Riflessioni sulle potenzialità della chitarra in ambito jazzistico. Enormi ma non ancora sfruttate. Dal modale al tonale, all'atonale una tipica chitarra da rocker come la Fender, per esempio, darebbe punti a un sassofono. Il percorso coltraniano piuttosto che quello di Ornette Coleman o Anthony Braxton sarebbero stati, forse, più ricchi e intensi con una chitarra.
L'estensione musicale e timbrica, la flessibilità melodica e armonica grazie alla possibilità di personalizzare l'accordatura ne farebbero una concorrente del sassofono temibile e, probabilmente, vincente.


Carlos Santana è l'unico chitarrista che usa la chitarra come un sassofono.
Pensare che un musicista possa decidere di continuare la storia segnata da John Coltrane, Ornette Coleman, Eric Dolphy, Anthony Braxton e altri che non posso citare ma che non sono meno importanti vuol dire pensare alla possibilità di ampliare il discorso modale e l'improvvisazione a tutti i livelli.
L'insistenza dei musicisti verso l'uso dei fiati denota la necessità di un riferimento identitario pur essendo passate le ragioni che nella fase pioneristica del jazz determinarono l'uso di tali strumenti al posto di altri.. Sarebbe auspicabile ora che da quella necessità ci si liberi.
Non che non ci siano stati grandi chitarristi, nel jazz ma la cosa interessante che qui voglio chiarire è la possibilità di vedere la chitarra nel ruolo che in un combo riveste abitualmente il sassofono.
Pura curiosità, la mia...