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sabato 28 gennaio 2017

Reminder

Riflessioni sparse:

1)Seguire le interessanti relazioni musica/ambiente di Luca Aquino, da Icaro a Petra, da Benevento a Oslo, tra pedalate, musica  e cos'altro ancora? Qualche sbavatura, forse emerge di tanto in tanto ma il tutto risulta molto intrigante.







2) Ascoltare The Epic, di Kamasi Washington e America's National Park, di Wadada Leo Smith per capire quanto ancora sia maestosa, quanto ancora sia lontana dai nostri livelli la grande musica afroamericana!
Gli ultimi quattro minuti di Yellowstone[1], con l'afflato lirico e cristallino della tromba sorretto dall'impressionistico contrabbasso di Lindberg è uno dei più bei momenti musicali vissuti dal sottoscritto nell'ultimo anno.









3) Procurarsi (purtroppo non è facile e non finirò mai di ringraziare Francesco Massaro per avermene fatto omaggio di una copia) il Bestiario Marino, di Francesco Massaro per capire come si possa fare ricerca senza inseguire modelli oltreoceanici e innovare partendo dalla nostra tradizione.




4) Prendere atto della eccessiva sopravvalutazione di Ida Lupino, di Giovanni Guidi, della serie quando a dettare legge è l'estetica eicheriana uber alles.



PS Tenere d'occhio i Desuonatori!

Con Luca Aquino alla tromba suonano:
Natalino Marchetti, fisarmonica
Sergio Casale, flauto e arrangiamenti
Anna Maria Matuszczak, violino
Bassem Al Jaber, contrabbasso
Brad Broomfield, percussioni
Mohammad Abbas, violino
Laurentiu Baciu, oboe
Jordanian National Orchestra

Con Kamasi Washington al sassofono tenore suonano:
Thundercat, basso elettrico
Miles Mosley, basso acustico
Ronald Bruner Jr, batteria
Tony Austin, batteria
Leon Mobley, percussioni
Cameron Graves, piano
Brandon Coleman, tastiere
Ryan Porter, trombone
Igmar Thomas, tromba
Patrice Quinn, voce
Dwight Trible, voce

Con Wadada Leo Smith alla tromba suonano:
Anthony Davis, piano
Ashley Walters, violoncello
John Lindberg, contrabbasso
Pheeroan akLaff, batteria
Jesse Gilbert, videoartista

Con Francesco Massaro al sassofono baritono e clarinetto basso suonano:
Gianni Lenoci, pianoforte, piano preparato, Fender Rhodes, radio, toys
Mariasole De Pascali, flauto, flauto alto, flauto preparato
Michele Ciccimarra, batteria, steel-set, chimes, cupa cupa, objects trouvès

Con Giovanni Guidi al pianoforte suonano:
Gianluca Petrella, trombone
Louis Sclavis, clarinetto
Gerald Cleaver, batteria.

[1] Il titolo completo del brano è: "Yellowstone: The First National Park and the Spirit of America- The Mountains, Super Volcano Caldera and its Ecosystem 1872"






lunedì 6 giugno 2011

Novara Jazz 2011. L'attesa del precipizio



Ecco il sartofono, mirabile strumento ideato da Andrea Sartori (da cui il nome) ed autore di un intenso dialogo col trombone.
Sto parlando dell'ottima performance del settetto messo su da Gianluca Petrella, I-Jazz Ensemble 2011, formato  (oltre al leader) da Giovanni Guidi al pianoforte, John De Leo, voce, Beppe Scardino al sassofono baritono, Andrea Sartori, elettronica e, appunto, sartofono, Joe Rehmer al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Dicevo, dunque, del sartofono che sembra un bastone metallico con uno snodo al centro ed è, invece, un generatore di sequenze MIDI azionato da una superfice touch e capace di tradurre percussioni, tocchi vari e spostamenti nello spazio in altrettante modulazioni sonore.
La performance dell'I-Jazz Ensemble 2011 si intitolava "Il bidone" ed era una rilettura delle musiche di Nino Rota. Rilettura rigorosa usando gli strumenti dell'alfabeto musicale più moderno che sono una buona struttura jazz, riferimenti all'avanguardia free e sperimentalismo elettronico. Risultante del tutto è stato un notevole livello di equilibrio musicale e un perfetto amalgama tra le singole componenti che hanno generato un flusso sonoro solido e gravido di tensioni risolte in un equilibrio mai statico, sempre sull'orlo del precipizio.



E questa musica così pregna di tensione, così irrisolta e sempre inaspettata ha tenuto incollata nell'auditorium del Conservatorio Cantelli di Novara una moltitudine di ascoltatori tra i quali una larga fetta era formata da giovanissimi che, in un giudizio superficiale, si sarebbero potuti definire rockettari e invece hanno partecipato della musica trascinante e coinvolgente di Gianluca Petrella, uno che può permettersi una certa trasversalità musicale senza incappare in malaugurate cadute di stile, senza dover rinunciare al rigore della qualità.

foto1 Gianluca Petrella
foto 2 G. Petrella e Beppe Scardino
foto di R. Marotta