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lunedì 6 giugno 2011

Novara Jazz 2011. L'attesa del precipizio



Ecco il sartofono, mirabile strumento ideato da Andrea Sartori (da cui il nome) ed autore di un intenso dialogo col trombone.
Sto parlando dell'ottima performance del settetto messo su da Gianluca Petrella, I-Jazz Ensemble 2011, formato  (oltre al leader) da Giovanni Guidi al pianoforte, John De Leo, voce, Beppe Scardino al sassofono baritono, Andrea Sartori, elettronica e, appunto, sartofono, Joe Rehmer al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Dicevo, dunque, del sartofono che sembra un bastone metallico con uno snodo al centro ed è, invece, un generatore di sequenze MIDI azionato da una superfice touch e capace di tradurre percussioni, tocchi vari e spostamenti nello spazio in altrettante modulazioni sonore.
La performance dell'I-Jazz Ensemble 2011 si intitolava "Il bidone" ed era una rilettura delle musiche di Nino Rota. Rilettura rigorosa usando gli strumenti dell'alfabeto musicale più moderno che sono una buona struttura jazz, riferimenti all'avanguardia free e sperimentalismo elettronico. Risultante del tutto è stato un notevole livello di equilibrio musicale e un perfetto amalgama tra le singole componenti che hanno generato un flusso sonoro solido e gravido di tensioni risolte in un equilibrio mai statico, sempre sull'orlo del precipizio.



E questa musica così pregna di tensione, così irrisolta e sempre inaspettata ha tenuto incollata nell'auditorium del Conservatorio Cantelli di Novara una moltitudine di ascoltatori tra i quali una larga fetta era formata da giovanissimi che, in un giudizio superficiale, si sarebbero potuti definire rockettari e invece hanno partecipato della musica trascinante e coinvolgente di Gianluca Petrella, uno che può permettersi una certa trasversalità musicale senza incappare in malaugurate cadute di stile, senza dover rinunciare al rigore della qualità.

foto1 Gianluca Petrella
foto 2 G. Petrella e Beppe Scardino
foto di R. Marotta

mercoledì 21 novembre 2007

Gianluca Petrella


Gianluca Petrella mi sembra una delle cose più vive e stimolanti della scena jazzistica italiana. Ho gravi lacune riguardo il jazz odierno e la conoscenza, da parte mia, di musicisti come Petrella è abbastanza sommaria. Ho acquistato il suo ultimo disco, Indigo 4 (un altro è in imminente uscita) e, contemporaneamente al suo ascolto, posso indugiare nella lettura di un interessante articolo che lo riguarda sull’ultimo numero di Jazz It.
Petrella è trombonista di statura internazionale, non tocca a me scoprirlo. Conoscitore della tradizione ma disposto a tracciare sentieri innovativi. L’uso di elettronica, per esempio, sovente fuori luogo in molte esperienze anche importanti, in Indigo 4 sembra avere una precisa funzione o, per lo meno, una esatta collocazione nel contesto musicale del nostro.
Parlare del gruppo che lo accompagna è addirittura superfluo, tale è la bravura di
Francesco Bearzatti, Fabio Accardi e, soprattutto, Paolino Dalla Porta, contrabbassista chitarristico e alter ego di Petrella (in questo, sembrerebbe un po’ lo schema Di Castri-Fresu).

La cosa più rilevante del disco è la grande e interessante capacità di farsi ponte tra modernità, ricerca e tradizione, la sapienza con cui questi linguaggi, all’apparenza così diversi, sembrano fondersi mirabilmente. Il capomastro di questa capacità di Petrella (di questo valore, nel suo originale percorso di ricerca) è il brano di Duke Ellington, Mood Indigo, dove la tradizione ellingtoniana viene passata al setaccio dell’esperienza europea che esalta il senso ironico del grande direttore d’orchestra americano con un linguaggio che richiama, non a caso, credo, il free nord europeo, con un occhio verso i suoni decomposti della Globe Unity Orchestra. Altri brani, come Trinkle Tinkle di Monk, I goti t bad, sempre di Ellington, e There comes a time, di Tony Williams, danno modo al trombonista barese di esibire un interessante talento.
Nell’intervista citata, su
Jazz It, il musicista, incalzato dall’intervistatore Sergio Pasquandrea, torna a parlare dell’argomento “tradizione” lamentandosi dell’accademismo presente in molti dei suoi colleghi che su questo piano si confrontano.

Scheda:
Titolo:
Autore:

Label:
Blue Note
Anno di pubblicazione:
2005
Titoli brani:
1-Trinkle, Tinkle (Monk)
2-The Middleman (Petrella)
3-Lazy Moon (Calo, Dawes, Findlay, Lee White)
4-Mr. Wolf (Petrella)
5-Sacred Whale (Petrella)
6-I Got It Bad (Ellington)
7-Mood Indigo (Ellington)
8-Two In A Hole (Petrella, Dalla Porta)
9-There Comes A Time (Williams)
10-Stockholm 64 (Petrella)
11-I.s.t.r. (Petrella)
12-A Relaxing Place On Venus (dedicata a Sun Ra, Petrella)