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sabato 7 febbraio 2015

Sei gradi di differenza/collegamento (ancora Sudoku Killer)

Parlando di Infanticide, l'ultimo lavoro di Caterina Palazzi-Sudoku Killer ho citato Robert Fripp come riferimento chitarristico, cosa che a qualcuno è apparsa un po' azzardata. Resto della mia convinzione senza avere la pretesa della sua univocità. Nella musica succede un po' come nella fisiognomica: a volte si colgono in persone certi particolari che rimandano a un parente e, in un processo mentale che dal particolare porta al generale, siamo portati a dare la somiglianza complessiva a quel parente.
Detto ciò, restando in tema, mi langio nel famoso gioco dei sei gradi di differenza partendo proprio da Caterina Palazzi come primo grado.
Tra i componenti del gruppo c'è il chitarrista, Giacomo Ancillotto (secondo grado). E' lui che nel gruppo fa uso di live electronics e questo ci permette di collegarlo al grado successivo, Hugh Davies.




Davies è stato un pioniere dell'elettronica in musica, un protagonista dell'epoca della Creative Music inglese; collaborazioni con Evan Parker e Derek Bailey. Ricordiamo Music Improvvisation Company (1970). In quel gruppo c'era anche il nostro quarto grado, Jamie Muir, percussionista poliedrico che ricordiamo col nostro quinto grado, i King Crimson da cui arriviamo veloci al sesto e ultimo grado, Robert Fripp e così il cerchio è chiuso!
Devo dire che l'ultmo Fripp è ben lontano dalle atmosfere di Sigarette, gelati e figurine della Vergine Maria.

mercoledì 4 febbraio 2015

Caterina Palazzi Sudoku Killer, Infanticide

Mi accosto all'ultima fatica di Caterina Palazzi e del suo gruppo dal titolo Infanticide (Auand).
Un ascolto molto stimolante e capace di tenere desta l'attenzione dal primo all'ultimo minuto. La musica della contrabbassista romana si presenta come un vero caleidoscopio dai multiformi stimoli muovendosi in uno spazio tridimensionale definito da tre coordinate:

-Robert Fripp e i King Crimson di Starless And Bible Black
-Jazz, dal Soul al Cool all'improvvisazione nord europea di Matts Gustafsson
-Elettronica

Pur non conoscendo la storia dei singoli componenti del gruppo che per me sono un'assoluta novità non posso escludere che queste coordinate musicali scaturiscano da percorsi personali dei musicisti.



Il primo brano del disco è esemplificativo di quanto detto:
l'inizio è esplosivo con un riff di chitarra distorta che a me, personalmente, ricorda il Robert Fripp di cui sopra.
La musica rovente della chitarra cede il passo a un sassofono calmo e 'californiano' con venature soul e già questo primo di undici minuti è tramortente e capace di proiettarci verso geografie musicali distanti tra loro. 
Ancora la chitarra 'frippiana', ancora il sassofono cool prima che prenda il controllo il contrabbasso della Palazzi che con una breve cellula musicale su una scala di Mib maggiore introduce la parte centrale del brano, un sontuoso impasto sonoro al quale partecipano tutti i cinque strumenti con il preciso sostegno ritmico di batteria e contrabbasso e la venatura timbrica del sassofono che proprio in questa fase rimanda allo svedese Gustafsson, uno dei miei preferiti in assoluto!
Quando il magma esaurisce il suo fuoco rimane il contrabbasso seguito da un sassofono nuovamente dirottato verso atmosfere cool che si risolvono in un finale minimalistico.

Se mi sono soffermato a descrivere l'andamento della musica è perchè intendo evidenziare la polimusicalità e la varietà di racconti che questo gruppo sa mettere 'a teatro'. Quando si parla di musica liquida intendendo il collassamento dei generi questo è un esempio positivo di lavoro sulla tradizione in funzione moderna, un recupero di generi apparentemente (ma solo apparentemente) distanti tra loro per centrifugarli in un nuovo prodotto creativo. 
Un lavoro molto interessante e positivo e se un difetto possiamo trovare è in quella sensazione di mancanza di unità del tutto, di un certo sgretolamento della forma che compare qua e là in certi momenti del lavoro. La centrifugazione non sarà venuta perfetta ma la strada è buona e l'ascolto stimolante.



I componenti del gruppo sono:
Giacomo Ancillotto, chitarra
Maurizio Chiavaro, batteria
Antonio Raia, sassofono
Caterina Palazzi, contrabbasso