domenica 21 febbraio 2016

Recensioni libresche






Nel weekend appena trascorso ho assistito a due presentazioni di libri di argomento musicale.

 Sabato ha imperversato la noia per l'ennesimo manuale di jazz corredato dai soliti abusati aneddoti, dalla chiusura di Storyville a causa dell'esercito alle gare tra cornettisti, a Miles Davis che prende a pugni l'eroinomane Coltrane nel camerino con conseguente intervento filantropico di Monk ed altri ancora, stanchi racconti pervicacemente ripetuti. 
La serata aveva come protagonista il critico, musicologo, docente ecc Guido Michelone intento a promuovere il suo ultimo (penultimo?, terzultimo?) libro dedicato al jazz, 

Jazz Forever, edito da Melville nella collana Altra Musica. 















Un libro la cui principale funzione è puramente didattica essendo rivolto a quei lettori che vorrebbero accostarsi al Jazz da neofiti. Approccio storico, quindi,  nel senso della storiografia mainstream. Il libro è corredato da una voluminosa e circostanziata discografia comprendente circa 2000 titoli trattati nel dettaglio. Sala colma di presenze.

Venerdì, invece, l'argomento, la compagnia e il contesto sono stati decisamente più stimolanti grazie alla presenza testimoniale di due componenti degli Effervescent Elephants  e agli inauditi suoni del Duo Webindra, al secolo Stefano Solani, contrabbasso e Vittorio Garis, percussioni e noises.

Solchi sperimentali Italia. 50 anni di italiche musiche altre

è il titolo del libro di Antonello Cresti pubblicato dalla Edizioni Crac 

ed è il risultato di una ricerca meticolosa e rigorosa nel campo dei movimenti musicali alternativi al mainstream commerciale, della sperimentazione che pur attraverso vie molto laterali ha saputo dare risultati importanti, spesso apprezzati anche all'estero.

La musica italiana degli ultimi sessant'anni ha vissuto di luce anglosassone riflessa in una dimensione provinciale gestita da un'industria che non ha mai avuto interesse a farsi sedurre da movimenti disturbanti. 
Tuttavia, come le terre carsiche, sotto la superficie di arido Tin Pal Alley nostrano, fiumi e laghi di sperimentazione e ricerca sonora hanno continuato a scorrere tra gli anfratti rocciosi sotterranei. 
Di questi corsi d'acqua fresca parla il libro di Antonello Cresti, un vero e proprio tentativo di far emergere tanto fermento sotterraneo, caleidoscopico e di eccellente caratura artistica.

La fruizione musicale, il triangolo musicista-industria-consumatore , si sta sfaldando e numerose crepe sono apparse lungo i suoi lati. I tre vertici sono in crisi chi per un verso e chi per l'altro: il consumatore aspira a diventare ascoltatore, il musicista anela al rapporto diretto con l'ascoltatore, l'industria cerca con sempre maggiore difficoltà di salvaguardare il suo profitto. I supporti elettromeccanici, dischi, giradischi ecc, sono ormai scomparsi, l'informatica non aspira a sostituirli ma opera in un senso smaterializzante. Ecco, allora, aprirsi un terreno immenso a favore della fruizione diretta della musica, dal vivo, in un contesto ravvivato dalla moltiplicazione di luoghi musicali. Per dirla tutta, anche la libreria Mondadori di Vercelli, avendo permesso la performance del Duo Webindra è diventata 'luogo musicale'. Nella parcellizzazione dei luoghi musicali, dunque vi è l'occasione di far emergere sempre più quel carsismo di cui sopra, costituito da  musiche considerate minori ma che minori sono esclusivamente in un'ottica industriale, di profitto. 
Il mondo musicale è in rapida trasformazione e noi contribuiremo ad agevolare questo importante cambiamento leggendo il saggio di Antonello Cresti.

Saluti!



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