Mi sono sempre chiesto da dove derivasse la mia idiosincrasia per i dischi a causa della noia che nella maggior parte dei casi mi procurano. Infatti, per quel che mi riguarda meritano al massimo un numero di ascolti comprensibile dalle dita di una sola mano.
Non è stato sempre così. Negli anni della giovinezza mi capitava sovente di dedicare a taluni di essi numeri sconfinati di ascolto. Giunto nell'età avanzata anzi, tendo a considerare negativo per l'economia complessiva della musica l'esistenza stessa dei dischi e della musica registrata tout court.
Non è stato sempre così. Negli anni della giovinezza mi capitava sovente di dedicare a taluni di essi numeri sconfinati di ascolto. Giunto nell'età avanzata anzi, tendo a considerare negativo per l'economia complessiva della musica l'esistenza stessa dei dischi e della musica registrata tout court.
Col tempo ho maturato l'idea della musica come espressione la cui massima valenza è legata al suo aggancio alla memoria. Così è sempre stato prima dell'avvento della scrittura, così è ancora nella quasi totalità delle culture del mondo, esclusa, naturalmente quella occidentale.
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| figura 1 |
La figura 1 è stata elaborata da chi scrive e si chiama 'Flusso musica'.
Descrive in un diagramma di flusso il percorso di una creazione musicale dall'origine, intesa come il momento della composizione, fino al momento finale della fruizione da parte dell'ascoltatore.
In origine abbiamo quindi il
Compositore,
il creatore della composizione musicale.
Compositore,
il creatore della composizione musicale.
Proviamo a partire da quello che è il punto di vista classico colto occidentale: la freccia di senso ci conduce in una nuova casella denominata
'Scrittura/Registrazione'
ovvero il luogo fisico, normalmente cartaceo dove la composizione viene fissata nel tempo e condivisa tramite un apposito codice.
Per chi non l'avesse ancora capito siamo parlando di pentagramma e notazione musicale.
'Scrittura/Registrazione'
ovvero il luogo fisico, normalmente cartaceo dove la composizione viene fissata nel tempo e condivisa tramite un apposito codice.
Per chi non l'avesse ancora capito siamo parlando di pentagramma e notazione musicale.
Arriviamo quindi all'
esecutore
che, come ben sappiamo, può coincidere o no con il compositore.
esecutore
che, come ben sappiamo, può coincidere o no con il compositore.
A questo punto la musica dovrebbe arrivare, finalmente, all'
ascoltatore
ma qui le cose si complicano non poco.
ascoltatore
ma qui le cose si complicano non poco.
Può farlo attraverso tre diverse vie:
- Il disco, vinile o CD, quindi per via elettromagnetica. E' il sistema tradizionale. Garantisce l'esistenza di un supporto fisico, tangibile e documentabile a posteriori con buona affidabilità.
- Un file di estensione prestabilita, in genere mpeg-3, per via informatica. E' il sistema più in voga, di facile accesso, oneroso per i musicisti e redditizio per quei soggetti che intermediano fra produzione e lavoratori (musicisti). Spiegare bene i termini della questione richiederebbe un ampio trattato. Certamente è il sistema di fruizione che rispecchia i tempi con molte caratteristiche positive ma ancora di più negative a partire dalla questione dei profitti e della loro distribuzione, molto penalizzante per i musicisti che, non dimentichiamolo, sono pur sempre gli attori principali del sistema. Il file garantisce un'affidabilità di durata nel tempo molto scarsa.
- esecuzione dal vivo o diretta.
E' importante notare come nei primi due casi la produzione musicale viene fissata in una cosiddetta
'istantanea temporale'
(il famoso vinile o CD o il file mp3 che scarichiamo da iTunes piuttosto che riceverlo in prestito da Spotify.
'istantanea temporale'
(il famoso vinile o CD o il file mp3 che scarichiamo da iTunes piuttosto che riceverlo in prestito da Spotify.
Perchè è importante questo passaggio? Perchè la nostra 'istantanea temporale' rimanda il prodotto musicale là dove era partito, al compositore, alla documentazione eseguibile e qui si chiude il cerchio.
Abbiamo, nei primi due casi, una fruizione ciclica e riproducibile che ci consente il piacere dell'ascolto ripetuto nel tempo e il dispiacere di subire l'immutabilità di un materiale, quello musicale, che dovrebbe invece essere plasmabile e mutabile. Da questa contraddizione deriva la mia idiosincrasia di cui ho accennato all'inizio.
Nei primi due casi, questo è importante, il supporto fisico o immateriale che sia, assolve anche a una funzione didattica, spesso sostituendo lo spartito, come avviene nella musica afroamericana. Dobbiamo tenere a mente l'importanza di questo aspetto sul quale torneremo.
Nel terzo caso, quello dell'esecuzione diretta o dal vivo la musica acquista la sua primigenia caratteristica, l'estemporaneità. Il flusso sonoro si fissa nella memoria e da questa viene elaborato. Richiede un impegno creativo da parte dell'ascoltatore teso ad un vero e proprio processo di acquisizione-elaborazione.
Credo che proprio questo sia l'aspetto più rilevante della fruizione dal vivo. L'azione di continuo richiamo esercitata della memoria costringe la messa in gioco dell'intero portafoglio culturale di cui siamo in possesso.
Apportiamo ora una variazione al nostro diagramma di flusso:
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| figura 2 |
Cosa è successo? Nella figura 2 è' sparita la fase 'Registrazione/Scrittura'- Ora Compositore ed Esecutore sono fusi in un'unica casella. Questo è quel che accade durante una performance di
musica improvvisata.
Siamo in presenza di una
'composizione istantanea',
termine certamente più idoneo a descrivere il processo creativo in atto in casi come questo.
musica improvvisata.
Siamo in presenza di una
'composizione istantanea',
termine certamente più idoneo a descrivere il processo creativo in atto in casi come questo.
Cosa succede nel diagramma di flusso in questo caso?
Succede che nel caso il set improvvisativo venga registrato su supporto elettromagnetico o informatico l'istantanea temporale, da un punto di vista meramente tecnologico, chiude il ciclo esattamente come nel precedente caso ma non riesce a farlo più da un punto di vista filosofico e semantico.
Cosa è avvenuto?
E' avvenuto che l''istantanea temporale' non è più riproducibile nei termini di flusso improvvisato, il congelamento temporale gli fa perdere senso originario, quello della mutazione continua ed estemporanea dell'opera musicale.
Un flusso sonoro improvvisato, una volta registrato diventa composizione scritta perdendo il carattere di estemporaneità che lo rendeva inserito in un evento temporale in divenire.
Una differenza persiste ancora, riscontrabile all'origine: un take registrato in studio e una performance registrata sul palco sono certamente due opere ormai accomunate dalla caratteristica di immutabilità nel tempo ma continuano a differire per le modalità compositive in quanto la composizione della prima deriva da una
progettazione riflessiva
mentre la composizione della seconda da una
progettazione intuitiva
e queste differenze vanno a incidere sulla struttura esecutiva in modo sostanziale.
progettazione riflessiva
mentre la composizione della seconda da una
progettazione intuitiva
e queste differenze vanno a incidere sulla struttura esecutiva in modo sostanziale.
Nel mondo della musica afroamericana i supporti elettromagnetici hanno esercitato una importantissima funzione didattica: molti musicisti si sono formati attraverso l'ascolto, la trascrizione e l'imitazione. Questa prassi ha senza dubbio avuto senso per lo studioso che ha potuto studiare la musica dei grandi solisti attraverso l'ascolto e la riproposizione delle trascrizioni degli assoli sia da studio che improvvisati, avendo potuto così cogliere le differenze di approccio e di metodo ma non si può definirla positiva in un'ottica di formazione di nuove leve di musicisti poichè ha finito, nel tempo, col formare eserciti di cloni distruggendo la caratteristica forse più importante dell'universo afroamericano: la personalizzazione del suono.
Un altro aspetto dell'importanza del supporto elettromagnetico riguarda la funzione di archivio storico dovuta alla peculiare caratteristica di cui è dotato: la capacità di documentare, mettere a punto, fissare momenti storici collettivi e individuali permettendo agli studiosi di definire gli sviluppi dei movimenti che storicamente si vanno delinenado nelle loro multiformi peculiarità.
Bisogna tuttavia evidenziare come 'fissità documentale' ed 'estemporaneità' siano due concetti in sè contraddittori poichè la prima caratteristica nega all'ascoltatore l'attesa del divenire laddove la seconda nega la riflessione sull'accaduto.
L'ascolto diretto, dal vivo, come già accennato,
- costringe all'esercizio dell'attenzione
- mette in gioco la memoria
- conduce l'ascolto estemporaneo su un percorso di rapporto dialettico con la propria memoria rimodulandolo secondo codici interpretativi unici, plasmandolo con la la storia personale e collettiva dalla quale essa (la memoria) proviene.
Prende corpo, nel contempo, una dialettica del divenire personale, un approccio didattico diretto all'unicità del suono a una nuova meraviglia dell'ascolto.
Contributi:
[...] I musicisti negri di New Orleans come Keppard furono inizialmente contrari ad entrare negli studi di registrazione.
In The Autobiography of a New Orleans Jazzman, Pops Foster individua il motivo di questo iniziale rifiuto nel fatto che le incisioni erano reputate un mezzo che avrebbe potuto significare la negazione del significato del jazz, inteso come musica immediata, palpitante, irripetibile per più di una volta nella medesima esecuzione.
Alle origini del Jazz. New Orleans, Fabrizio Stramacci, Lato Side Editori 1981
Contributi:
[...] I musicisti negri di New Orleans come Keppard furono inizialmente contrari ad entrare negli studi di registrazione.
In The Autobiography of a New Orleans Jazzman, Pops Foster individua il motivo di questo iniziale rifiuto nel fatto che le incisioni erano reputate un mezzo che avrebbe potuto significare la negazione del significato del jazz, inteso come musica immediata, palpitante, irripetibile per più di una volta nella medesima esecuzione.
Alle origini del Jazz. New Orleans, Fabrizio Stramacci, Lato Side Editori 1981


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