domenica 23 gennaio 2011

Ricomposizione istantanea

Quando voglio ascoltare il Don Giovanni di Mozart eseguito alla perfezione leggo solo la partitura.
[J. Brahms]

Il musicante è un artigiano che usa i  suoni liberi della natura come materia per le sue creazioni servendosi di  utensili che chiamiamo strumenti musicali. 
Da perfetto artigiano sa trasformare la materia prima grezza in manufatto artistico.
E'. però, il musicista, un artigiano un po' speciale. I suoi prodotti, infatti volano i cieli dell'effimero e durano lo spazio di un attimo.
Spesso si attribuisce ai musicisti l'aura dell'artista nel senso alto del termine, come se fosse un genio o una persona fuori del comune. Tuttavia, questa attribuzione non rende bene, nemmeno nel caso dei più noti creatori di suono, la loro dimensione più vera che resta quella del'artigiano.
Come un artigiano, il musicista fa nascere la sua creatura dalla memoria di suoni passati,  plasmandola per sgrossamenti successivi e incessanti rifiniture, processo nel quale mette in gioco tutto il sedimentato di esperienza che giace nella sapienza delle sue mani.
Ho spesso avuto l'impressione, infatti che il luogo dove la musica prende corpo siano proprio le mani che spesso si muovono sugli strumenti come se avessero una vita propria, non più controllate da alcuna ragione. 
Allora il musicista si arrende e lascia che la musica riempia lo spazio  libera e indipendente.

Per ovviare alla dimensione effimera della musica e poterla replicare all'infinito sono a disposizione sostanzialmente due metodi: la notazione musicale e il supporto magnetico. La prima si potrebbe considerare il progetto che rende la creazione artigianale replicabile all'infinito; la seconda non consente la replica ma l'imitazione.
Questi due modi di riprodurre esprimono certamente due differenti filosofie di approccio laddove la prima tende all'assoluta coerenza col modello originale mentre la seconda, svincolandosi da questa necessità, acquista lo status di opera originale, ricomposizione istantanea, per usare un neologismo di mia invenzione.
Come succede di norma nelle cose, però, questa distinzione non è così netta ma ha confini permeabili, tant'è che anche chi legge pedissequamente uno spartito non può evitare l'imperfezione, concetto quest'ultimo, fra l'altro, che nella musica e nella vita mi è assai caro.


Pensiero libero#1

Consiglio: Breve storia della musica, Luigi Lunari, Editrice San Raffaele

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