martedì 25 gennaio 2011

Come dedicare mezza rivista bimestrale a insulse classifiche

Chissà se il migliore è Dave Douglas o Wynton Marsalis. Il primo ha totalizzato 246 voti contro i 190 del secondo.E tra Fresu e Boltro chi?
Oppure: che senso ha una classifica di questo tipo?
Certo, la musica è musica.
Poi diventa mestiere e poi lavoro. Talvolta diventa lavoro senza mai essere stata mestiere. E mi viene in mente il suonatore Jones.

E poi se la gente sa, e la gente lo sa che sai suonare
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare

A un certo punto, si sa, arriva il mercato, è necessaria la visibilità, indagini di mercato, riscontri di successi o fallimenti.
Insomma, il prodotto.
Le classifiche stabiliscono un rating, associano un valore che non è artistico ma economico.
Era più onesto il vecchio sistema americano. Il suonatore veniva scritturato, si stabiliva la paga e si suonava. Era un mercato ma basato su rapporti personali, poco marketing, linee dirette. Una specie di mecenatismo capitalista ha caratterizzato l'era classica del jazz. 
Ci sono modi e modi di vendersi e troppe necessità di farlo
E troppe riviste ruffiane.
Venghino lor signori!


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