Nel post dedicato al disco Icaro Solo, di Luca Aquino si accennava all'imprescindibilità del rapporto tra suono e ambiente.
Questo è quanto riportato nella presentazione del disco:
Dopo "Sopra le nuvole", "Amam", "Lunaria" e oltre trenta collaborazioni in progetti discografici altrui, “Icaro solo” è il nuovo album solista del trombettista Luca Aquino.
Realizzato tutto d'un fiato in un sol giorno, registrato dal vivo tra le mura di una piccola chiesa di Benevento, Sant'Agostino, Icaro Solo è l'impresa musicale dell'artista che, dagli echi audaci dei racconti mitologici, approda a sonorità eteree. Il tempo è quello della durata di una giornata, lo spazio quello di un luogo prima votato al sacro, ora auditorio laico dell'Università del Sannio.
Solo in una platea vuota, accompagnato unicamente dai suoi strumenti (tromba, loop station, voce e suoni percussivi) Luca studia lo spazio per carpirne le varietà sonore, si muove e suona tra stucchi e poltrone di pelle, tra stipiti e affreschi, si ferma, corre, salta sulle note, si lancia dall'altare verso la navata. Tramite microfoni panoramici montati in vari punti della chiesa, Luca sfrutta il riverbero dello spazio, ricerca suoni differenti che cambiano a seconda della sua posizione all'interno del recinto dell'architettura così che, se nel presbiterio le sonorità si fanno più cupe, verso l'entrata le sfumature diventano più ampie e ariose.
La registrazione, con idee, frasi, temi e suoni looppati dal vivo (senza alcun editing o overdub) trattiene allora la tromba e insieme tutti gli imprevisti del caso. Così alle frasi musicali si fondono i suoni dei gesti del trombettista, i passi sul pavimento, gli slanci della corsa, i tonfi e, insieme, rumoristica (intenzionale e non) del posto, i fruscii dei sedili pieghevoli delle poltrone, lo scanpanio di un sonaglio, i rumori dei lavori in corso.
Il trapano diventa uno strumento con cui duettare. Luca, in tre brani, spalanca le porte, accoglie e registra dal vivo, nel suo multieffetti, i suoni che arrivano dagli operai che lavorano nella stradina antistante la chiesetta. Jazz e rumoristica.
Icaro solo è il risultato di un momento performativo in cui la musica di Luca nel suo scorrere si modella in base agli angoli della chiesa, incontra i rumori del luogo in un dato irripetibile istante, prende nuova forma in guizzi e improvvisazioni.
Mostrando in copertina un'opera di Mimmo Paladino, Icaro Solo si conferma come un progetto coraggioso in cui le tracce musicali sono impronte della costruzione libera e fluida della musica.
Nella performance il musicista interagisce con lo spazio, studia le variazioni timbriche in funzione della sua forma. Sublima un comportamento che chiunque suoni uno strumento conosce bene anche se tende a una standardizzazione timbrica.
Icaro Solo ha due pregi: è un'operazione concettuale che mette in gioco le tre coordinate principali del gesto di suonare, lo strumento, lo spazio e il corpo e, cosa importante, unoperazione concettuale che non obbliga ad un ascolto "impegnato" ma si fa fruire con leggerezza.
R Marotta
foto:Luca Aquino

Nessun commento:
Posta un commento