lunedì 30 giugno 2008

Interstellar Space

Prendiamo due luoghi comuni che girano intorno al Jazz.
Il primo luogo comune è quello che sostiene che il Jazz sia, in realtà, già morto mentre il secondo sostiene che dopo Ascension (per taluni addirittura A Love Supreme) John Coltrane si sia perso per strada.
Quello sulla presunta morte del Jazz è stato recentemente sollecitato da un articolo comparso su Nazione Indiana a firma di Sergio Pasquandrea.

Ascolto un disco di John Coltrane uscito postumo, Interstellar Space (Impulse Records 1972) e mi vengono in mente due considerazioni:
a)
La musica di Interstellar Space sviluppa, compendia e organizza la materia sonora elaborata negli anni sessanta a partire da Ornette Coleman e traccia sentieri vergini da percorrere nel futuro. In questo senso ha la forza visionaria della rivoluzione.
b)
Oltrepassa il confine immaginario che separa il Jazz da ciò che è altro, rispetto al Jazz.
Intendendo per "altro" le componenti etniche entrate in gioco nel corpus creativo coltraniano e i riferimenti alla tradizione eurocolta che rendono le ultime istanze creative del sassofonista di Hammlet più affini, almeno ideologicamente, a Stravinsky o a Scoenberg piuttosto che a Buddy Bolden o Charlie Parker.

Che poi quella musica la ritroviamo negli anni successivi tra gli europei, ovviamente, e l'avanguardia americana degli anni settanta e ottanta (come non pensare ad Anthony Braxton),
Interstellar Space ha disseminato nel mondo molti figli.
In un recente concerto a cui ho assistito, Evan Parker mi ha fortemente richiamato l'ultima musica coltraniana, seppure a distanza di quarant'anni, e questo aspetto è cruciale; un confronto tra quell'album e le performance anche recenti di Evan Parker potrebbe dire molto su come qualche sentiero coltraniano sia stato percorso in seguito.

Un'analisi filologica degli spartiti di Interstellar Space confermerebbe senz'altro queste considerazioni ma l'utile lettura di due testi fondamentali come Blue Trane, di Lewis Porter e Free Jazz, di Ekkehard Jost sono molto illuminanti in merito.


Ascolto
John Coltrane, Interstellar Space, Impulse Records 1972

Letture
Lewis Porter, Blue Trane. La vita e la musica di John Coltrane, Minimum Fax
Ekkehard Jost, Free Jazz, L'Epos

Immagine
copertina del disco Interstellar Space

1 commento:

Anonimo ha detto...

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