Nel dibattito in corso sullo stato attuale e le possibili future direzioni della musica che convenzionalmente viene chiamata jazz si inserisce il contributo di un noto studioso come Luca Cerchiari che prova a riflettere a partire dalla storia di questa musica. Una retromarcia alla ricerca del miglior punto di vista, espresso nel volume di Bompiani dal titolo “Intorno al jazz”.
Intorno al jazz, come specifica l’autore, non “sul” jazz. Perché l’indagine si sposta sui dintorni, il ruolo che la musica europea va assumendo, sempre più importante, e quello delle musiche comunemente definite come “etniche” che qua e là stanno contaminando l’ossatura semantica del jazz.
Intorno al jazz, come specifica l’autore, non “sul” jazz. Perché l’indagine si sposta sui dintorni, il ruolo che la musica europea va assumendo, sempre più importante, e quello delle musiche comunemente definite come “etniche” che qua e là stanno contaminando l’ossatura semantica del jazz.
Jazz ed Europa, dunque, connubio avviato dall’avventura colemaniana, quel jazz che si ritrovò inappetibile alle logiche di mercato americane e fu costretto a gettare il suo ponte verso il vecchio continente. Ben accolto, in ogni caso.
Grandi ospiti di questo incontro furono i musicisti della Globe Unity Orchestra, immenso laboratorio di incredibili sperimentazioni musicali, aperto e permeabile.
Ricordo il fascino che questa musica inaspettata esercitò su chi scrive, verso la fine degli anni settanta. In bilico tra scrittura e improvvisazione, rigore scenico e teatralità.
La Globe Unity Orchestra fu un momento importante di sperimentazione. Punto di partenza fu l’idea dell’improvvisazione totale (ancora freschi gli effetti della New Thing e dei fermenti newyorkesi di quell’inizio anni sessanta). Lo stesso Schlippenbach ha avuto modo di dichiarare più volte il suo debito verso la musica improvvisata di Ornette Coleman e i suoi seguaci. A questa ha contrapposto, dialetticamente, grandi dosi di musica scritta. Un’altra interessante contrapposizione fu quella tra momenti di cristallino rigore formale e momenti dissacranti di teatralità e riferimenti indissimulabili alla tradizione della musica di Kurt Weil.
Grandi ospiti di questo incontro furono i musicisti della Globe Unity Orchestra, immenso laboratorio di incredibili sperimentazioni musicali, aperto e permeabile.
Ricordo il fascino che questa musica inaspettata esercitò su chi scrive, verso la fine degli anni settanta. In bilico tra scrittura e improvvisazione, rigore scenico e teatralità.
La Globe Unity Orchestra fu un momento importante di sperimentazione. Punto di partenza fu l’idea dell’improvvisazione totale (ancora freschi gli effetti della New Thing e dei fermenti newyorkesi di quell’inizio anni sessanta). Lo stesso Schlippenbach ha avuto modo di dichiarare più volte il suo debito verso la musica improvvisata di Ornette Coleman e i suoi seguaci. A questa ha contrapposto, dialetticamente, grandi dosi di musica scritta. Un’altra interessante contrapposizione fu quella tra momenti di cristallino rigore formale e momenti dissacranti di teatralità e riferimenti indissimulabili alla tradizione della musica di Kurt Weil.
L’elenco dei musicisti che hanno frequentato e contribuito ad alimentare il cuore magico di questa orchestra è fantasmagorico:
Peter Brötzmann, Peter Kowald, Sven-Åke Johansson, Manfred Schoof, Alexander von Schlippenbach, Buschi Niebergall, Jaki Liebezeit, Willem Breuker, Gunter Hampel, e ancora: Hannes Bauer, Anthony Braxton, Rüdiger Carl, Günter Christmann, Toshinori Kondo, Steve Lacy, Paul Lovens, Paul Lytton, Albert Mangelsdorff, Evan Parker, Michel Pilz, Ernst-Ludwig Petrowsky, Enrico Rava, Paul Rutherford, Heinz Sauer, Bob Stewart, Kenny Wheeler.
Si può notare la presenza di due musicisti che più di chiunque altro si sono adoperati per stabilire un contatto fecondo tra Stati Uniti e Europa: Anthony Braxton e Steve Lacy
L’importanza di questo laboratorio musicale è al contempo, inarrivabile e sottovalutato dai media. L’analisi filologica della Globe Unity Orchestra potrebbe dire molto sulle prospettive future della musica creativa e andrebbe senz’altro intrapresa.
L’ultimo disco della Globe Unity Orchestra risale al 2003, per l’etichetta elvetica Inktat: Globe Unity Orchestra 2002. Quest’ultima operazione prevedeva una formazione comprendente:
L’importanza di questo laboratorio musicale è al contempo, inarrivabile e sottovalutato dai media. L’analisi filologica della Globe Unity Orchestra potrebbe dire molto sulle prospettive future della musica creativa e andrebbe senz’altro intrapresa.
L’ultimo disco della Globe Unity Orchestra risale al 2003, per l’etichetta elvetica Inktat: Globe Unity Orchestra 2002. Quest’ultima operazione prevedeva una formazione comprendente:
Manfred Schoof (tromba, flicorno)Paul Rutherford (trombone)Hannes Bauer (trombone)Ernst-Ludwig Petrowsky (sax contralto, clarinetto, flauto)Peter Brotzmann (sax tenore, clarinetto, tarogato)Evan Parker (sax soprano, sax tenore)Alexander Von Schlippenbach (pianoforte)Paul Lovens (batteria)Paul Lytton (batteria)
Discografia
1966: Alexander Schlippenbach - Globe Unity, Saba/MPS 15 109 ST
1967/70: Globe Unity 67 & 70, Atavistic/Unheard Music Series
1973: Live in Wuppertal, FMP 0160
1973: For example, FMP R123
1974: Der alte Mann bricht ... sein Schweigen, FMP S4
1974: Hamburg '74, FMP 0650
1975: Bavarian Calypso/Good bye, FMP S6
1975: Rumbling, FMP CD 40
1975/1976: Jahrmarkt/Local Fair, Po Torch PTR/JWD 2
1977: Improvisations, JAPO 60021
1977: Pearls, FMP 0380
1979: Compositions, JAPO 60027
1982: Intergalactic blow, JAPO 60039
1986: 20th anniversary, FMP CD45
2002: Globe Unity 2002, Intakt CD 086
1966: Alexander Schlippenbach - Globe Unity, Saba/MPS 15 109 ST
1967/70: Globe Unity 67 & 70, Atavistic/Unheard Music Series
1973: Live in Wuppertal, FMP 0160
1973: For example, FMP R123
1974: Der alte Mann bricht ... sein Schweigen, FMP S4
1974: Hamburg '74, FMP 0650
1975: Bavarian Calypso/Good bye, FMP S6
1975: Rumbling, FMP CD 40
1975/1976: Jahrmarkt/Local Fair, Po Torch PTR/JWD 2
1977: Improvisations, JAPO 60021
1977: Pearls, FMP 0380
1979: Compositions, JAPO 60027
1982: Intergalactic blow, JAPO 60039
1986: 20th anniversary, FMP CD45
2002: Globe Unity 2002, Intakt CD 086
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