La comunità afro-americana vive nell’”illusione dell’integrazione”. La nascita di una borghesia nera, attiva nella società americana a vari livelli, ha prodotto la falsa impressione di un’avanzato stato di integrazione. E’ un’illusione che nasconde la realtà dei fatti, quella che, al contrario, parla di livelli di povertà e marginalità, nell’ambito delle comunità nere, ancora più marcati che non in passato.
Tuttavia, questa illusione ha portato ad un allentamento della tensione sociale e culturale con un conseguente affievolimento della forza propulsiva della cultura afro-americana; ha diminuito la sua capacità autoorganizzativa, attenuato la coscienza, ridotto la capacità autoproduttiva. Allo stato attuale, la situazione sembrerebbe peggiore di quanto non lo fosse quarant’anni fa.
Ho seguito il botta e risposta in rete tra Libero Farnè e Enrico Bettinello ( sul sito di All About Jazz) sul senso attuale dell’avanguardia musicale e del free ai giorni nostri.
In sostanza, Farnè si chiede se, a proposito del free e in considerazione di un suo ritrovato vigore sulle scene internazionali, si possa ancora parlare di avanguardia o non si debba, invece, catalogare questa forma espressiva nelle ingarbugliate maglie del mainstream, vittima di un certo classicismo, ormai lontana dal furore degli anni sessanta.
Se lo chiede e si dà la seconda risposta, senza indugi.
Tuttavia, questa illusione ha portato ad un allentamento della tensione sociale e culturale con un conseguente affievolimento della forza propulsiva della cultura afro-americana; ha diminuito la sua capacità autoorganizzativa, attenuato la coscienza, ridotto la capacità autoproduttiva. Allo stato attuale, la situazione sembrerebbe peggiore di quanto non lo fosse quarant’anni fa.
Ho seguito il botta e risposta in rete tra Libero Farnè e Enrico Bettinello ( sul sito di All About Jazz) sul senso attuale dell’avanguardia musicale e del free ai giorni nostri.
In sostanza, Farnè si chiede se, a proposito del free e in considerazione di un suo ritrovato vigore sulle scene internazionali, si possa ancora parlare di avanguardia o non si debba, invece, catalogare questa forma espressiva nelle ingarbugliate maglie del mainstream, vittima di un certo classicismo, ormai lontana dal furore degli anni sessanta.
Se lo chiede e si dà la seconda risposta, senza indugi.
Bettinello riprende le considerazioni di Farnè alla luce di un differente approccio alla critica musicale esprimendo una certa contrarietà per le catalogazioni crono/logiche, frutto, a suo dire, di una metodologia razionalista, tendente alle sintesi (semplificazioni?) e fuorviante verso tipi di approcci analitici “a compartimenti stagni”.
Sostiene, Bettinello, la necessità di osservare le individualità, con le loro specificità ed interazioni, capaci di creare un flusso carsico, tanto per usare una sua terminologia, che sfugge ad ogni definizione preconfezionata. E’ necessario dire che tendo a parteggiare per la tesi di Bettinello. Credo che in Italia vi sia un problema che riguarda la critica musicale, del jazz in particolare, ancora legata a metodologie di analisi ormai “polilliane” (mi si perdoni il neologismo).
E’ possibile seguire la querelle su All About Jazz.
Oppure su
Sostiene, Bettinello, la necessità di osservare le individualità, con le loro specificità ed interazioni, capaci di creare un flusso carsico, tanto per usare una sua terminologia, che sfugge ad ogni definizione preconfezionata. E’ necessario dire che tendo a parteggiare per la tesi di Bettinello. Credo che in Italia vi sia un problema che riguarda la critica musicale, del jazz in particolare, ancora legata a metodologie di analisi ormai “polilliane” (mi si perdoni il neologismo).
E’ possibile seguire la querelle su All About Jazz.
Oppure su
Bibliografia:
Ekkehard Jost, Free Jazz, L’Epos
Cerchiari-Gualberto-Piacentini-Piras, Il jazz degli anni ’70, Gammalibri
Mario Luzzi, Uomini e avanguardie del Jazz, Gammalibri
Ekkehard Jost, Free Jazz, L’Epos
Cerchiari-Gualberto-Piacentini-Piras, Il jazz degli anni ’70, Gammalibri
Mario Luzzi, Uomini e avanguardie del Jazz, Gammalibri
Discografia:
Ornette Coleman Double Quartet,Free Jazz, Atlantic 1960
John Coltrane Double Quartet, Ascension, Impulse 1965
Art Ensemble Of Chicago, Nice Guys, ECM 1979
Anthony Braxton with Muhal Richard Abrams, Duets 1976, Arista 1976
William Parker, The Inside Songs of Curtis Mayfield- Live in Rome, Rai Trade 2007
Ornette Coleman Double Quartet,Free Jazz, Atlantic 1960
John Coltrane Double Quartet, Ascension, Impulse 1965
Art Ensemble Of Chicago, Nice Guys, ECM 1979
Anthony Braxton with Muhal Richard Abrams, Duets 1976, Arista 1976
William Parker, The Inside Songs of Curtis Mayfield- Live in Rome, Rai Trade 2007
Fotografie:
William Parker (dal web)
William Parker (dal web)
Nessun commento:
Posta un commento