In pratica si tratta semplicemente delle mie sensazioni e del mio approccio nei confronti dei musicisti che devo registrare in una certa session. Cerco solo di fare in modo che i musicisti vengano ascoltati come vorrebbero farsi ascoltare. Non c’è nient’altro che il sound dei musicisti.
Nel libro di Ashley Khan, A Love Supreme, storia del capolavoro di John Coltrane, c’è un capitolo interessante dedicato al tecnico del suono di quella leggendaria seduta di registrazione, nonché proprietario dello studio stesso: Rudy Van Gelder.
Il bravo tecnico del suono ha un ruolo importante nell’economia finale del prodotto creativo, nel jazz in misura maggiore rispetto ad altri generi per via della peculiarità della musica afroamericana di caratterizzarsi per il sound individuale dei musicisti.
Allora, quel capitolo dedicato a Van Gelder evidenzia a ragione un lato della produzione artistica abbastanza sottovalutato.
Interessante, in fase di lettura, ho trovato una certa assonanza di intenti e di metodi tra Coltrane e Van Gelder, in riferimento a una comune tendenza al perfezionismo. Rudy Van Gelder lavorava in assoluta autonomia e i musicisti che accettavano questo metodo si fidavano completamente della sua arte. Non amava scendere a compromessi con gli strumentisti riguardo a disposizioni spaziali degli strumenti e tipologia di strumentazione da utlizzare.
Il bravo tecnico del suono ha un ruolo importante nell’economia finale del prodotto creativo, nel jazz in misura maggiore rispetto ad altri generi per via della peculiarità della musica afroamericana di caratterizzarsi per il sound individuale dei musicisti.
Allora, quel capitolo dedicato a Van Gelder evidenzia a ragione un lato della produzione artistica abbastanza sottovalutato.
Interessante, in fase di lettura, ho trovato una certa assonanza di intenti e di metodi tra Coltrane e Van Gelder, in riferimento a una comune tendenza al perfezionismo. Rudy Van Gelder lavorava in assoluta autonomia e i musicisti che accettavano questo metodo si fidavano completamente della sua arte. Non amava scendere a compromessi con gli strumentisti riguardo a disposizioni spaziali degli strumenti e tipologia di strumentazione da utlizzare.
Ciò che trovo affascinante in questo sistema di produzione è la dimensione artigianale, nel senso più nobile del termine. La professionalità, la cura delle scelte tecniche, la passione, che si traduceva anche in investimenti economici nel costruire, come appunto fece Van Gelder, uno studio di registrazione totalmente corrispondente ai suoi modelli.
Quanto, questo tecnico del suono, sia stato importante per l’evoluzione di questa musica, lo attesta l’enorme considerazione di cui Van Gelder godeva nell’ambiente jazzistico: era considerato parte integrante del processo creativo. Su di lui circolavano perfino leggende metropolitane come quella che lo voleva restio a rendere noti marchio e tipo di strumentazione usata, nascondendola dietro un pannello, invisibile agli occhi dei musicisti e accompagnatori presenti in studio. Oppure il fatto che non tollerasse cibo e bevande in sala di registrazione e che usasse maneggiare i microfoni con guanti chirurgici…
Quanto, questo tecnico del suono, sia stato importante per l’evoluzione di questa musica, lo attesta l’enorme considerazione di cui Van Gelder godeva nell’ambiente jazzistico: era considerato parte integrante del processo creativo. Su di lui circolavano perfino leggende metropolitane come quella che lo voleva restio a rendere noti marchio e tipo di strumentazione usata, nascondendola dietro un pannello, invisibile agli occhi dei musicisti e accompagnatori presenti in studio. Oppure il fatto che non tollerasse cibo e bevande in sala di registrazione e che usasse maneggiare i microfoni con guanti chirurgici…
Se Coltrane tornò da me era perché gli piacevo come registravo, ricorda con orgoglio, E me lo disse personalmente.
Forse entrambi, dice Khan, riconobbero nell’altro qualcosa di sé stessi. Le reciproche descrizioni, “preciso”, “preparato”, “attento”, “riservato”, si adattano perfettamente alle rispettive personalità professionali.
Il racconto della vicenda della casa discografica Impulse, oggetto di un altro bel libro di Khan, The house that Trane Built, evidenzia come, in definitiva, una marcata componente artigianale caratterizzava queste produzioni storiche che, seppur sottoposte a rigide questioni di budget, strategie commerciali ecc. erano caratterizzate da una dimensione a misura d’uomo di assoluto livello professionale.
Nella fattispecie, Van Gelder curava personalmente la realizzazione della lacca di acetato che fungeva da matrice per la stampa di vinile e, se molti remastering ci permettono di riascoltare il suono storico del jazz, puro e, nel contempo, contestualizzato, lo dobbiamo certamente alla dedizione e approccio di persone come Rudy Van Gelder.
Il racconto della vicenda della casa discografica Impulse, oggetto di un altro bel libro di Khan, The house that Trane Built, evidenzia come, in definitiva, una marcata componente artigianale caratterizzava queste produzioni storiche che, seppur sottoposte a rigide questioni di budget, strategie commerciali ecc. erano caratterizzate da una dimensione a misura d’uomo di assoluto livello professionale.
Nella fattispecie, Van Gelder curava personalmente la realizzazione della lacca di acetato che fungeva da matrice per la stampa di vinile e, se molti remastering ci permettono di riascoltare il suono storico del jazz, puro e, nel contempo, contestualizzato, lo dobbiamo certamente alla dedizione e approccio di persone come Rudy Van Gelder.
Bibliografia:
Ashley Khan, A love supreme, storia del capolavoro di John Coltrane, Il Saggiatore 2006
Ashley Khan, The house that Trane built, Il Saggiatore 2007
Ashley Khan, A love supreme, storia del capolavoro di John Coltrane, Il Saggiatore 2006
Ashley Khan, The house that Trane built, Il Saggiatore 2007
Discografia:
John Coltrane, A love supreme Deluxe edition, Impulse 2006
John Coltrane, A love supreme Deluxe edition, Impulse 2006
Fotografia:
autore sconosciuto, dal web
1-Rudy Van Gelder
2-Copertina di “A love supreme”
3-Thelonious Monk
autore sconosciuto, dal web
1-Rudy Van Gelder
2-Copertina di “A love supreme”
3-Thelonious Monk
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