Quando uscì Ascension, il Free Jazz sembrava aver esaurito la sua forza eversiva. Cambiato il contesto storico, a causa della controreazione del potere nei confronti di quello che era stato l’humus storico e sociale di quella rivoluzione musicale, il movimento per i diritti civili degli afroamericani, ai protagonisti della gloriosa vicenda non era rimasta altra soluzione che emigrare in Europa dove la loro musica, seppur depurata dai contenuti più specifici delle vicende americane, in qualche modo riusciva a sopravvivere.John Coltrane era all’apice della sua fama, da poco pubblicato per l’etichetta Impulse, A Love Supreme, era diventato, suo malgrado, il punto di riferimento per l’intera generazioni di Black musicians degli anni ’60. La sua proverbiale irrequietezza lo portava alla ricerca di soluzioni sempre nuove, gli impediva di adagiarsi sugli allori. La sua autorevolezza era ormai incontestabile. Si poteva senza ombra di dubbio considerare la massima guida spirituale della comunità dei musicisti afroamericani.
Fu per questo che quando registrò le due versioni di Ascension, l’impresa venne considerata fondamentale per il jazz di quegli anni. Prima di tutto, per il valore intrinseco della performance e dei musicisti chiamati a raccolta per l’occasione, ma, principalmente, perché il Free jazz suonato da Coltrane legittimava l’intero movimento, conferiva importanza storica a quella musica, rigenerandone anche la valenza politica.
Fu per questo che quando registrò le due versioni di Ascension, l’impresa venne considerata fondamentale per il jazz di quegli anni. Prima di tutto, per il valore intrinseco della performance e dei musicisti chiamati a raccolta per l’occasione, ma, principalmente, perché il Free jazz suonato da Coltrane legittimava l’intero movimento, conferiva importanza storica a quella musica, rigenerandone anche la valenza politica.
Ascension signaled Coltrane’s emergence as a kind of father figure to the growing jazz avant garde, but he was too modest and too self critical to ever see himself as a guru of any sort. He always felt that he could be better and do better. He was always pushing himself, always serching for new things. [...] “I work a lot by feeling, I just have to feel it. If I don’t then I keep trying. I haven’t found it yet. I’m listening all the time, but I haven’t found it. I don’t know what I’m looking for. Something that hasn’t be played before” [1]
Quattro anni dopo Free Jazz di Ornette Coleman, Trane, forte proprio del clamoroso successo di A Love Supreme, si mette alla testa degli irregolari. Sapeva di essere l’unico a poterlo fare: Coleman era ancora in ritiro. Il suo amico Eric Dolphy era morto. Mingus e Monk facevano storia a sé. Così la spontaneità scatenata e selvaggia di Ascension nasce da una scelta tutta di testa, lucidissima, ed è un’operazione dichiaratamente politica e sociale.[2]
La registrazione di Ascension lasciò in uno stato di inquieta preoccupazione i manager della casa discografica. E ne avevano ben ragione perché quella musica, che riprendeva il progetto di A Love Supreme, capovolgendone completamente il senso, era pregna di furore sovversivo, inquieta e rabbiosa, carica di una forte valenza politica.Per la registrazione del disco, oltre alla sua consueta band ed al contrabbassista Art Davis, Coltrane chiamò i trombettisti Freddie Hubbard e Dewey Johnson, gli altosassofonisti Marion Brown e John Thicai, i tenorsassofonisti Pharoah Sanders e Archie Sheep. Col consueto rigore filologico che lo contraddistingue, Lewis Porter ci informa che ne furono registrate due versioni e che, alla fine, Coltrane preferì la seconda per il semplice fatto che gli assoli dei due contralti non erano attaccati. La musica si dipana in una serie di assoli improvvisati, inframmezzati da momenti corali, il tutto orbitante su un tema di cinque note (e questo elemento ci riporta a A Love Supreme).Entrambe le registrazioni di Ascension sono state ripubblicate dalla Impulse Su CD nel 2000.
La edition II ha la seguente sequenza formale:
index 1 opening ensemble
index 2 Coltrane solo
index 3 Johnson solo
index 4 Sanders solo
index 5 Hubbard solo
index 6 Tchicai solo
index 7 Sheep solo
index 8 Brown solo
index 9 Tyner solo
index 10 bass duet
index 11 concluding ensemble.
index 2 Coltrane solo
index 3 Johnson solo
index 4 Sanders solo
index 5 Hubbard solo
index 6 Tchicai solo
index 7 Sheep solo
index 8 Brown solo
index 9 Tyner solo
index 10 bass duet
index 11 concluding ensemble.
I componenti la band erano: John Coltrane (tenor saxophone); Freddie Hubbard, Dewey Johnson (trumpet); Marion Brown, John Tchicai (alto saxophone); Pharoah Sanders, Archie Sheep (tenor saxophone); Mc Coy Tyner (piano); Art Davis, Jimmy Garrison (bass); Elvin Jones (drums).
Il disco è stato registrato il 28 giugno 1965.
Il disco è stato registrato il 28 giugno 1965.
NOTE[1] Note di copertina di Ascension, ristampa 2000, redatte da Lewis Porter che citano un’intervista raccolta da Barbara Gardner nel 1961 per la rivista[2] cft. Vittorio Giacobini, Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane, edizioni e/o 2007, pag. 74
Bibliografia:
Vittorio Giacobini, Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane, edizioni e/o 2007
Lewis Porter, Blue Trane, Minimum Fax 2006
Vittorio Giacobini, Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane, edizioni e/o 2007
Lewis Porter, Blue Trane, Minimum Fax 2006
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