venerdì 17 agosto 2007

E' morto Max Roach


Ritengo che la musica che abbiamo inventato, il jazz, sia la sola democrazia realizzata, la sola democrazia fondata su una comunità di musicisti e un progetto collettivo, in un mondo dove non conosco vere democrazie. [Max Roach, intervista a Jazz Magazine, 1984]

E’ morto Max Roach, ieri.
Una perdita gravissima che chiude l’ultima pagina del capitolo luminoso del jazz. Quello della rivoluzione bebop, del riscatto definitivo di una musica che con lui, Parker e Gillespie, senza dimenticare Powell, Navarro ed altri ancora, conquistò la dignità che meritava.
Fu rivoluzionario e grande, Max Roach. Inventò la batteria del bebop quando decise di segnare il tempo non più con la grancassa o col charleston ma sui piatti, con quel modo leggero, in legato, agile che seppe fare da background ideale ai solisti visionari suoi compagni di avventura, con un sound in continua tensione e di grande ricchezza ritmica.

Roach fu attento alle sorti del suo popolo che non abbandonò mai e aiutò con l’ impegno sempre dichiarato e pagato sempre in prima persona, sulla propria pelle, nelle difficoltà di pubblicazione e scritturazione che subì, per esempio, all’epoca dell’uscita del suo We Insists! Freedom Now Suite, urlo di rivendicazione di un intero popolo. E penso alla sua intensa attività di didatta, al legame stretto, sempre conservato e rivendicato, con l’Africa (Tears for Johannesbourg). Importante il suo lavoro con la M’Boom Re Percussion, un set di sole percussioni, capace di produrre complesse armonizzazioni con i soli strumenti percussivi, perché, un’altra caratteristica del suo modus operandi era l’attenzione che poneva nell’accordatura degli strumenti, nella selezione delle pelli, così da riuscire ad associare ad ogni percussione una determinata altezza sonora in modo da far letteralmente “cantare” gli strumenti. Mancherà molto, Max Roach, alla musica del mondo.

Io consiglio:
Max Roach & Clifford Brown, GNP 1954
Jazz in ¾ time, Mercury 1956
We Insists! Freedom Now Suite, Candid 1960
Percussion Bitter Sweet, Impulse! 1961
It’s Time, Impulse 1962
Birth and Rebirth, feat. A. Braxton, Black Saint 1978
M’Boom Re Percussion, Columbia 1980
E tutti, tutti gli altri, se fosse possible.
Fotografie:
1-Angelo Torretta (tratta da Il Manifesto)
2, 3 dal Web


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