“Non suonare quello che c’è. Suona quello che non c’è”
La caratteristica saliente di Miles Davis è il suo essere sempre in fuga. Una forma di snobismo che, chissà, forse racchiudeva una paura di confrontarsi, direbbe lo psicanalista. Questa riflessione potrebbe essere suffragata da taluni comportamenti che il musicista adottava normalmente, come il suo comportamento estremamente schivo e scostante tenuto sul palco o il rifiuto di conversare o semplicemente salutare gli spettatori dei suoi concerti. Resta il fatto che queste continue fughe in avanti hanno dato grandi impulsi al cammino della musica afro-americana determinandone direzioni e stimolando ulteriori fughe. Solo negli ultimi tempi qualche segno di stanchezza, qualche calo di tono nel sound dell’amica tromba, potevano lasciar presagire un incipiente tramonto della vulcanica creatività.
Fuga dall’accademismo musicale bianco.
La prima fuga fu dall’accademismo musicale al quale sembrava destinato dalla sua origine borghese (il padre affermato dentista, allevatore e possidente terriero). Giunto a New York per continuare gli studi alla prestigiosa Juilliard School of Music, preferì la scuola del Minton’s a fianco di Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Con un apprendistato faticoso affinò il suo ancora grezzo stile nel vortice infuocato del nascente bebop.
Fuga da Parker incontro con Gil Evans. Cool Jazz.
L’incontro col formidabile arrangiatore canadese fu un evento tra i più salutari del suo percorso artistico.
Fu a casa di Gil Evans che conobbe Gerry Mulligan e dalle discussioni intavolate con questi prenderà corpo una nuova idea di musica che si concretizzerà in un combo di cui faranno parte, tra gli altri, Lee Konitz e John Lewis e in splendidi brani come Goldchild, Boplicity, Move. Comincerà ad emergere lo stile Cool.
Fu a casa di Gil Evans che conobbe Gerry Mulligan e dalle discussioni intavolate con questi prenderà corpo una nuova idea di musica che si concretizzerà in un combo di cui faranno parte, tra gli altri, Lee Konitz e John Lewis e in splendidi brani come Goldchild, Boplicity, Move. Comincerà ad emergere lo stile Cool.
Fuga dalla realtà, droghe pesanti.
Subì l’esperienza dell’eroina con la quale convisse per quattro anni, riuscendo a disintossicarsi. Queste le sue parole: “ Stavo male e mi ero stancato di quella roba. Sapete, ci si può stancare di tutto, ci si può stancare anche di avere paura. Mi sdraiai sul letto e mi misi a guardare il soffitto per dodici giorni di fila durante i quali imprecai contro tutti quelli che non mi piacevano. Era come avere una grave forma di influenza, però un po’ peggio. Vomitavo tutto quello che cercavo di mandar giù. I miei pori si erano dilatati e puzzavo come se fossi immerso nel brodo di pollo. Poi finì”
Fuga dal cool
La sonorità della sua tromba divenne più rotonda, elastica, increspandosi, talvolta, in un leggero vibrato. Le frasi brevi, ritmiche vengono enfatizzate. Sempre più spesso Miles si avventurava fuori dal registro medio e su tempi veloci. Finiva l’era del Cool Jazz.
Fu in questo periodo, grazie alla collaborazione con mostri sacri quali John Coltrane, Julian Adderly, Paul Chambers, Jimmy Cobb e Bill Evans nacque un assoluto capolavoro, Kind of Blue, un disco molto importante di musica improvvisata su schemi che il leader tracciava appena prima dell’inizio della seduta di registrazione. Questo disco aprì nuovi orizzonti al jazz presentando degli esempi di improvvisazione modale che sarebbero poi stati ripresi qualche anno dopo da John Coltrane e dai suoi innumerevoli seguaci .
Fu in questo periodo, grazie alla collaborazione con mostri sacri quali John Coltrane, Julian Adderly, Paul Chambers, Jimmy Cobb e Bill Evans nacque un assoluto capolavoro, Kind of Blue, un disco molto importante di musica improvvisata su schemi che il leader tracciava appena prima dell’inizio della seduta di registrazione. Questo disco aprì nuovi orizzonti al jazz presentando degli esempi di improvvisazione modale che sarebbero poi stati ripresi qualche anno dopo da John Coltrane e dai suoi innumerevoli seguaci .
Fuga in avanti verso il Jazz Rock
Fu con l’arrivo di Tony Williams, Herbie Hancock, Ron Carter alla sezione ritmica ma, soprattutto il sassofonista Wayne Shorter che la musica di Miles Davis si colora di tinte inaspettate. Il successivo ingresso nel gruppo di chitarristi come Gorge Benson, John Mc Laughlin e pianisti come Chick Corea e Joe Zawinul accentuarono questa tendenza caratterizzata da un prudente avvicinamento ai ritmi più regolari e alle atmosfere sonore del rock.. Questa svolta, questo voltar le spalle con decisione alla sua storia, alle proprie concezioni estetiche fu, comunque, salutato con positivo interesse sia dalla critica che dal mercato. Si parlò di una nuova era, nel jazz. In a silent way può essere considerato il disco più rappresentativo di questa fase creativa.
Fuga dal jazz
Questo processo lo portò a quella che da molti critici fu ritenuta una caduta di stile e di creatività. Miles Davis si trasformò gradualmente in una icona del pop, la musica, ormai completamente elettrificata, la tromba, suonata sempre meno e sussidiata spesso da un wah wah. Il livello della sua musica divenne scadente e lui, consapevole di questa profonda crisi creativa, reagì isolandosi per qualche tempo. Al suo ritorno sulle scene non dimostrò voglia di feedback.
Fuga dalla musica (e dalla vita).
Negli ultimi tempi fu sempre meno musicista e sempre più pittore. E questo è un altro discorso.
Immagine: Giorgio Comolo comolo@redsectorart.com http://www.comolo.com/
Bibliografia: Arrigo Polillo, Jazz, Mondatori, 1975 (ristampa aggiornata 2006)
Discografia essenziale:
Bibliografia: Arrigo Polillo, Jazz, Mondatori, 1975 (ristampa aggiornata 2006)
Discografia essenziale:
Birth Of The Cool, Capitol, 1949/50
Dig, Prestige, 1951
Bag’s Groove, Prestige, 1954
’Round About Midnight, CBS, 1955
Cookin’, Prestige, 1956
Relaxin’, Prestige, 1956
Porgy and Bess, CBS, 1958
Milestones, CBS, 1958
Kind of Blue, CBS, 1959
Sketches of Spain, 1960
Some Day My Prince Will Come, CBS, 1961
At Carnegie Hall, CBS, 1961
Miles In Europe, CBS, 1963
Four & More, CBS, 1964
Miles Davis In Antibes, CBS, 1965
At The Plugged Nickel, Chicago, CBS, 1965
Miles Smiles, CBS, 1966
Nefertiti, CBS, 1967
In a Silent Way, CBS, 1969
Bitches Brew, CBS, 1970
Live-Evil, Sony, 1970
You’re Under Arrest, CBS, 1985
Tutu, WEA, 1986
Dig, Prestige, 1951
Bag’s Groove, Prestige, 1954
’Round About Midnight, CBS, 1955
Cookin’, Prestige, 1956
Relaxin’, Prestige, 1956
Porgy and Bess, CBS, 1958
Milestones, CBS, 1958
Kind of Blue, CBS, 1959
Sketches of Spain, 1960
Some Day My Prince Will Come, CBS, 1961
At Carnegie Hall, CBS, 1961
Miles In Europe, CBS, 1963
Four & More, CBS, 1964
Miles Davis In Antibes, CBS, 1965
At The Plugged Nickel, Chicago, CBS, 1965
Miles Smiles, CBS, 1966
Nefertiti, CBS, 1967
In a Silent Way, CBS, 1969
Bitches Brew, CBS, 1970
Live-Evil, Sony, 1970
You’re Under Arrest, CBS, 1985
Tutu, WEA, 1986
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