giovedì 12 luglio 2007

Miles Davis pittore


Interessante la mostra delle opere pittoriche di Miles Davis che si è tenuta al teatro La Fenice di Venezia. Sono opere che Miles Davis ha composto negli anni ’80 in un periodo musicalmente a ritmi ridotti. E sono creazioni di notevole interesse per la riflessione che sottintendono, mai, assolutamente, banali.
Si è discusso dell’affinità tra la sua musica e questi disegni e molti si sono esibiti in tentativi di definizione. Mi sembra degno di interesse quanto dichiarato alla rivista Jazzit dalla curatrice stessa della mostra, Chiara Bertola la quale, contestando la maggior parte dei colleghi che hanno fatto notare scontate affinità fra i ritmi della sua musica e i ritmi che sostengono le sue opere pittoriche, parte da un presupposto diverso.

Quello di una forte interdipendenza fra le due discipline. Dal punto di vista pittorico Davis è stato influenzato dai cosiddetti “artisti di strada” del graffitismo newyorkese degli anni 80, influenza che il grande musicista ha saputo raffinare da uomo estremamente raffinato qual’era. Andando avanti, è il parere della Bertola, ha saputo ricondurre la pittura verso quel senso di ordine e geometria tipico di gran parte della sua musica. E’ per questo, sostiene sempre la curatrice della mostra, che ciò che si vede è qualcosa di molto buono, pensato, senza casualità o istinto bruto.

La mostra, integrata da manifestazioni musicali e incontri a tema sul grande musicista, si è svolta dal 10 giugno al 31 luglio e sarebbe auspicabile la sua replica in altri luoghi.
Il catalogo, per la parte grafica, è stato curato da Chiara Bertola mentre ,per la parte scientifico-discografica, da Enrico Merlin.

Fonte bibliografica:
Jazz It (Jazz magazine) settembre-ottobre 2006

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Pubblicato qui il giorno 1 ottobre 2006


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