mercoledì 11 luglio 2007

Improvvisazione



Improvvisazione, immagine chiave nella musica jazz, nello stesso tempo feticcio e realtà centrale del linguaggio jazzistico.
Non che improvvisare sia una prerogativa peculiare del jazz. Anche la musica eurocolta ha usato in maniera importante le tecniche improvvisative ad opera di grandi autori ma è nel jazz che questa tecnica diventa metodo centrale. La musica europea usa l’improvvisazione in modo estemporaneo, sempre riconducendola nella gabbia dello spartito laddove il jazz libera la sua musica dagli spartiti, la arricchisce di colori e la consegna all’aria aperta e al fumo dei locali.
Nemmeno va cercata qualche tecnica improvvisativi nella tradizione africana che, anzi, la negava rigida com’era alla ricerca della coesione mistica tra i musicisti, una sorta di unisono dell’anima.
Invece, l’improvvisazione jazzistica unisce mirabilmente questi due elementi elaborando al livello più alto della storia musicale la pratica dell’invenzione estemporanea. Anzi, come sostiene il musicologo Maurizio Franco, l’idea che la musica vive nelle performance, nel gioco relazionale, nella sollecitazione degli aspetti visivi, auditivi e tattili trova nel jazz il suo genere musicale d’elezione.

Bibliografia:
Maurizio Franco, Il Jazz e il suo linguaggio, Edizioni Unicopli, 2005
Pubblicato qui il 16 settembre 2006

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