Silenzio.
Solo gli screpitii del long playng.
Improvviso, come una lama, lo squarcio di quella densità misteriosa e muta è opera del suono di un sassofono solo. Nessun altro strumento, solo il sassofono ricama quel silenzio con colori fatti di scale inusuali al nostro orecchio occidentale, timbri vivi come carne dolorante, escursioni cromatiche inaspettate. Il respiro del musicista, suono esso stesso, si fonde con con la linea curva di quella musica, si impasta con le molteplici soluzioni timbriche. La melodia si culla in un ritmo che lotta col swing e rifiuta di lasciarsi andare in esso completamente. Le pause sottolineano la tensione che anticipa lo stacco, talvolta il rubato o un sincopato leggermente anticipato.
Così chè l’ascolto induce un’oscillazione tra l’estasi e la tensione, un intenso orgasmico e pieno rapporto con la musica.
Così chè l’ascolto induce un’oscillazione tra l’estasi e la tensione, un intenso orgasmico e pieno rapporto con la musica.



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