sabato 9 giugno 2007

Quelle sessioni al Minton's



Le sessions al Minton’s producevano una musica strana, assolutamente differente da quanto ascoltato in precedenza.

Vi si riunivano tutte le sere, fra gli altri, Kenny Clarke, Thelomious Monk, Max Roach, Art Tatum, Charlie Christian e poi un giovane pianista portatovi da Monk, Bud Powell. Infine arrivò Charlie Parker col suo stile di blues puro e lui era indubbiamente il più indisciplinato della compagnia.

C’era Dizzy Gillespie, il trombettista folle; il giorno che Jimmy Dorsey gli disse Accidenti! Quella roba che state suonando… Ti scritturerei volentieri nella mia orchestra se la tua pelle non fosse così scura. E lui gli rispose: Caro mio, se non fossi così non sarei capace di suonare in questo modo.
Fu in quel locale, in quelle serate di fumo e di alcool, di puzza di sudore e di puttane che nacque la rivoluzione. E qualcuno la chiamò
Be bop.

Bibliografia:
Arrigo Polillo, Jazz, Oscar Mondadori
Luca Cerchiari, Il Jazz, Bompiani
Gianfranco Salvatore, Charlie Parker e il mito afroamericano del volo, Stampa Alternativa

Fotografie:
1- Miles Davis
2-Charlie Parker
3-Dizzy Gillespie

Questo post è stato pubblicato qui il mese di maggio 2006

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