domenica 17 giugno 2007

Bud Powell



Schizofrenia, sentenziarono i medici, aveva due personalità: una lo portava a lottare per superare i suoi problemi e vivere una vita creativa e utile, l’altra lo portava inesorabilmente all’autodistruzione.
Fu la seconda personalità a prevalere al suo ritorno a New York dopo la felice permanenza parigina. Arrivò all’appuntamento con la morte il 31 luglio 1966 al Kings Country Hospital di Brooklin, polmonite e itterizia.
Bud Powell esaltò in senso orizzontale il suo jazz, fu il primo a intraprendere questa direzione con veemente consapevolezza. In questo si differenziava nettamente da Monk, molto più interessato alla componente armonica. E in questo senso fu “africano” nel vero senso della parola; seppe far soffiare vero swing sulle sue tastiere e la sua concezione ritmica non riconosceva il concetto di “battuta”. Scaraventò in aria tre secoli di musica colta, mensurale e temperata. Tutto al diavolo!
Diceva Gian Mario Maletto, un critico musicale:
Le sue linee musicali erano lunghissime, di eccezionale bellezza, con intervalli non molto consueti e con una inesauribile fantasia ritmica.
Dopo di lui il pianismo jazz non fu più lo stesso.
post pubblicato qui il mese di luglio 2006

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