venerdì 2 dicembre 2016

I dischi rovinano il panorama

La musica registrata è antitetica alla natura. I dischi rovinano il panorama
[John Cage]

Dove si parla:

dell'interessante libro di David Grubbs il cui nodo centrale è la contraddizione tra l'impossibilità della riproducibilità tecnica delle avanguardie musicali del '900, compreso il free jazz, e il ruolo fondamentale che ha avuto il disco nella diffusione e fruizione dell'avanguardia sia eurocolta che afroamericana.

Del rapporto fra la musica afroamericana e quella eurocolta del ‘900 
Di questo argomento se ne parla da sempre, basti pensare ai riferimenti colti, sia musicali che empatici, spesso dichiarati da molti musicisti afroamericani nei confronti di esponenti della musica europea, non sempre ricambiati, a dire il vero. Come non citare Bartok, Stravinski, Milhaud, Varese ed altri ancora.

Di come talune correnti afroamericane hanno rinunciato a capisaldi basilari del proprio linguaggio per abbracciare tecniche e linguaggi eurocolti. Si può citare a proposito Braxton ma non solo, tutta l’avanguardia afroamericana, dagli anni ’60 in poi, è dialetticamente agganciata ai movimenti eurocolti del ‘900 in un abbraccio non certamente ricambiato.

La storia del compositore Henry Flynt che Grubbs racconta nel suo saggio, è sintomatica di una conflittualità tra i due mondi che potrebbe sembrare irrisolvibile.: Henry Flint, un protagonista della musica del secondo novecento racconta il suo incontro con John Cage nel loft di Yoko Ono e del colloquio tra i due che seguì l’esposizione al pianoforte di una composizione dello stesso Flynt.
Sollecitato da Cage a spiegare il brano eseguito, Flynt confessò il suo amore per il jazz, il soul e il blues attirandosi una risposta lapidaria da Cage: ‘E allora cosa ci fai qui?’
Questo episodio, a detta dello stesso Flynt, allontanò definitivamente il compositore dalla sfera della musica contemporanea 



Si parla, inoltre, di George E. Lewis, il formidabile trombonista targato AACM che fece notare come

le musiche afroamericane siano scomparse nella costruzione di una prassi musicale sperimentale quasi completamente bianca.
Attributi codificati per la parola musica, come

Experimental
New art
Serious
Avantgarde
Contemporary

Sono usati per delineare una localizzazione all’interno della sfera della bianchitudine’.

Nello stesso saggio a cui si riferisce questa frase estrapolata, Lewis cita Anthony Braxton:

‘aleatorio e indeterminismo sono entrambi termini coniati per scavalcare la parola improvvisazione e in quanto tale l’influenza di una sensibilità non bianca’.


Aleatorietà
Casualità
Inserimento di istanze indeterminate in un contesto determinato della composizione
Determinata
Strutturata
Improvvisazione nell’ambito di una previsione generale

Improvvisazione
Non previsto
Indeterminato
Libero da strutture
Non strutturata




I dischi rovinano il panorama. John Cage, gli anni ’60 e la musica registrata
David Grubbs

Arcana Editrice

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