lunedì 6 aprile 2015

Schonberg, Kandinskij...

Viene da questo testo di Gianfranco Vinay, scrittore, saggista, storico della musica e critico musicale, l'interessante parallelo tra lo spazio sonoro musicale e quello pittorico all'epoca dei primi lavori schonberghiani sull'organizzazione tonale che finirà per svilupparsi in quella nuova teoria dell'organizzazione dei suoni detta  dodecafonia.


Schonberg rifiutava termini come atonale o atonalità, che sono comunque entrati nell'uso corrente: si preferisce parlare di emancipazione della dissonanza (perchè non ha più alcun significato l'obbligo di 'risolvere' le dissonanze e si cancella la distinzione stessa tra consonanza e dissonanza ), e di 'sospensione della tonalità'. Vengono scardinate le gerarchie dell'organizzazione tonale, e il concatenarsi degli accordi non rimanda più a funzioni tonali; ma lo stravolgimento e rinnovamento del linguaggio riguarda molti altri aspetti del 'gesto' musicale, che rifiuta gli automatismi, le convinzioni discorsive del linguaggio tradizionale, ne distrugge gli schemi, le simmetrie e le ripetizioni, crea nuovi mezzi di costruzione coerenti con le istanze di interiorizzazione, concentrazione, essenzialità. Frasi, temi, motivi tendono a concentrarsi in dimensioni ridotte o minime, l'armonia, il contrappunto, il timbro assolvono a nuove funzioni in una sintassi che deve ritrovare soltanto in se stessa, all'interno della propria logica, le nuove strutture su cui reggersi. 



[Blu di cielo, V. Kandinskij]


Le visionarie intuizioni, le interiorizzate folgorazioni espressive rispondono alla logica di una pura 'necessità interiore': è questo un concetto che ricorre spesso nell'epistolario tra Schonberg e Kandinskij e nei loro scritti. Il musicista viennese e l'artista russo riconoscevano affinità elettive nelle loro creazioni e a questo proposito, senza indulgere ad approssimativi giochi di corrispondenze tra linguaggi e personalità differenti, è forse inevitabile instaurare confronti tra la sconvolta visione dello spazio pittorico del primo astrattismo di Kandinskij, uno spazio privato di un 'centro' di riferimento, e il vertiginoso stravolgimento dello spazio sonoro che negli stessi anni produce  in Schonberg l'abolizione del centro tonale. (G. Vinay)



Mario Baroni, Enrico Fubini, Paolo Petazzi, Piero Santi, GianfrancoVinay, Storia della Musica, Einaudi

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