venerdì 16 gennaio 2015

La musica dei neri americani: una prospettiva globale

La storiorafia e la critica musicale italiana si sono da sempre occupate della musica afroamericana in modo parziale negando la complessità di flussi e intrecci che l’hanno caratterizzata nel corso della sua relativamente breve storia e che continua a caratterizzarla nella  parabola contemporanea e nelle direzioni future. 
A conferma di ciò è sufficiente constatare la povertà di studi comprensivi della molteplicità delle forme musicali dei neri americani e la scarsa bibliografica sull'argomento.

Non altrettanto si può dire dell'impatto che la musica nera "non jazz" ha avuto nel nostro paese, positivo in termini di mercato e di impatto sugli ascoltatori. 

La musica afroamericana è stata analizzata e studiata nella sua globalità limitatamente al  primo mezzo secolo: intorno agli anni ’50 l'avvento del Bebop provocò un scartamento di carattere culturale e politico rispetto a quella che fino a quel momento era stata la direzione della musica afroamericana, nel senso di musica orientata all'intrattenimento.
L'era del Swing, in particolare, col suo peculiare intreccio con la danza del lindyhop dimostra chiaramente l'uso della musica nelle sue componenti ritmiche e armoniche in funzione dei movimenti del ballo in maniera tale che ad ogni ricerca di nuove acrobazie da parte dei ballerini corrispondesse quella di nuove e funzionali soluzioni ritmico armoniche da parte delle orchestre. Se ne deduce lo scopo ultimo, finalizzato all'intrattenimento e al consenso popolare.
L'avvento del Bebop, viceversa, si connota come una frattura culturale che anela a un riconoscimento del musicista nero americano come musicista colto, capace di produrre arte. Attraverso il Bebop i musicisti afroamericani aspirano al dialogo con la musica colta bianca ripudiando l'aspetto dell'intrattenimento puro.

Il Bebop non fu ovviamente un movimento di massa. Quello che era stato il "bacino di utenza" Swing/Lindyhop confluì in massa verso il neonato Rythm and Blues che nel corso degli anni evolvette in Soul Music. In realtà i due rami non furono mai reciprocamente impermeabili ma ebbero confini labili e basti a ciò pensare quanto certo jazz californiano fu contiguo al R&B, quanto le parabole di certi musicisti jazz gli furono affini (Jhonny Griffin) e quanti musicisti R&B furono datori di lavoro di numerosi jazzmen a inizio carriera come John Coltrane che lavorò con Eddie 'Cleanhead' Vinson apprendendo da questa esperienza tecniche che lo avrebbero aiutato in futuro (i famosi sheets of sound). 

Quello che porta dal Swing al Rythm ‘n Blues, insomma, è un flusso musicale che i critici nostrani per la gran parte ignorano avendo focalizzato la propria esclusiva attenzione in direzione del Bebop. Eppure, da un punto di vista numerico, dell’impatto sul mercato discografico, dell coinvolgimento popolare e nell’aspetto identitario del popolo afroamericano con la sua musica questi è stato assai più incisivo e coinvolgente, basti pensare ai suoi sviluppi successivi come la Soul Music, l’Hip hop per non parlare del suo incontro con i bianchi, da cui il Rock & Roll.

La produzione bibliografica americana, viceversa, si distingue per la sua maggiore completezza e ricchezza di pubblicazioni.
Suggerisco un volume che ha visto la luce negli Usa nel lontano 1997 e tradotto in italiano per i tipi de Il Saggiatore nel 2007: La musica dei neri americani dai canti degli schiavi ai Public Enemy scritto da Eileen Southern. Il volume è corposo, con le sue 680 pagine, e impegnativo, dato l’approccio da specialista usato dall’autrice.. Il periodo storico coperto va dai primi anni del ‘600 ai nostri giorni (almeno fino alla metà degli anni ’90), è ricco di esempi musicali per cui è consigliabile la conoscenza del solfeggio cantato o l’utilizzo di uno strumento musicale.

             



L’autrice, Eileen Southern (1920-2002), afroamericana, è stata una musicologa e musicista (pianista) di fama. Fu la prima docente di colore titolare di cattedra alla Harvard University e fu a lungo titolare del Dipartimento di Musica e Studi Afroamericani. Cofondatrice, insieme al marito Joseph Southern, della leggendaria rivista dedicata alla musica nera Black Perspective in Music.

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