Ma ci rendiamo conto del che cosa saremmo se non ci fosse l’arte? Se non ci fossero i suoni e gli accordi, le melodie e i colori, i marmi che diventano visi e i pennelli che ridisegnano il mondo, le foto di Cartier-Bresson e gli affreschi di Giotto?
Altro che tagli. Per ora gli unici che hanno funzionato sono quelli sulle tele bianche di Lucio Fontana.
(P.Fresu)
Lucio Fontana ha chiamato i suoi famosi tagli "attese" alludendo alla fase creativa e propedeutica del gesto il cui senso ultimo era da ricercare proprio nel tempo che lo precedeva. Il fotografo Ugo Mulas l'ha saputo descrivere con estrema efficacia con le sue belle e famose fotografie in bianco e nero.
Altro che tagli. Per ora gli unici che hanno funzionato sono quelli sulle tele bianche di Lucio Fontana.
(P.Fresu)
Lucio Fontana ha chiamato i suoi famosi tagli "attese" alludendo alla fase creativa e propedeutica del gesto il cui senso ultimo era da ricercare proprio nel tempo che lo precedeva. Il fotografo Ugo Mulas l'ha saputo descrivere con estrema efficacia con le sue belle e famose fotografie in bianco e nero.
Nella lunga attesa che precede il taglio va cercato il senso estetico e concettuale dell'opera creativa e lo stesso Mulas raccontava come talvolta, prima che l'artista effettuasse il taglio potevano passare anche dei giorni e la valenza simbolica del taglio finale era assoluta nel suo nitore derivato dal forte contrasto tra l'azione maieutica e l'esito finale.
Ho avuto modo di esprimere il piacere che mi deriva dall'ascolto di musiche per strumento solo ma devo fare una precisazione: non amo molto, con rare eccezioni, il pianoforte e in genere gli strumenti che producono suoni verticali (con l'eccezione della chitarra elettrica).
Nel suono in solitudine, se estemporaneo (ossia improvvisato) vedo un'analogia con l'operazione concettuale di Lucio Fontana (ma anche con la famosa sindrome da foglio bianco dello scrittore). La tela vuota come il silenzio, il taglio come il suono. Mancando i paracaduti ritmico e accordale il musicista ha davanti a sè un vuoto da riempire, angosciante ma anche ricco di possibili direzioni e povero di vincoli. L'operazione concettuale è quindi simile a quella di Fontana, il musicista è condotto da linee guida prestabilite, avrà deciso o decide sul momento una scala da utilizzare, nel suo corpo comincia già a montare un ritmo, le dita stanno già fremendo e un vissuto musicale sta per prorompere come la lava di un vulcano. Tutto questo precede la prima nota!
In ogni caso, il vuoto non è mai un vuoto assoluto. Non quello di Lucio Fontana che possiede addirittura un limite fisico nella dimensione stessa della tela nè tanto meno quello di Anthony Braxton che possiede un limite mentale altrettanto forte, fatto del suo vissuto musicale.
E' interessante un fenomeno che succede tutte le volte che con uno strumento si affronta il silenzio: con un automatismo quasi inevitabile la mano che si approccia allo strumento tende a prendere sempre la medesima posizione che è quasi sempre quella del Do centrale. Come se lo sguardo di Lucio Fontana si posasse per istinto sul centro esatto della tela (il grande spazio vuoto) per poi cercare la posizione giusta da cui iniziare il taglio che finirà in un modo che non sarà mai noto a priori. Lo stesso fenomeno, lo sforzo dell'inizio e la sorpresa della fine coglie il musicista.
Contorni
1- Nel famoso brano intitolato 4'33'' John Cage si siede al pianoforte e resta immobile per quattro minuti e trentatre secondi e così avviene che il silenzio finisce per negare se stesso e farsi suono attraverso i piccoli suoni che gradualmente vanno riempiendo lo spazio acustico.
2- Nel suo disco Icaro solo, Luca Aquino affronta con la tromba un silenzio pieno di rumori quotidiani che, anche in questo caso, nega la sua essenza ontologica. Potremmo, in fondo, sostenere che il silenzio non può esistere.
3- Daniel Levitin, nel suo libro Fatti di musica, sostiene che il suono esiste solo come creazione del nostro cervello e quindi il mondo è oggettivamente silenzio assoluto.
4- La prima nota dell'album di Anthony Braxton, in Saxophone Improvvisations Series F appartiene al brano BWC 12 N 48 ed è un Si
fotografie:
Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas
Anthony Braxton fotografato da Roberto Cifarelli


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