Ecco il sartofono, mirabile strumento ideato da Andrea Sartori (da cui il nome) ed autore di un intenso dialogo col trombone.
Sto parlando dell'ottima performance del settetto messo su da Gianluca Petrella, I-Jazz Ensemble 2011, formato (oltre al leader) da Giovanni Guidi al pianoforte, John De Leo, voce, Beppe Scardino al sassofono baritono, Andrea Sartori, elettronica e, appunto, sartofono, Joe Rehmer al contrabbasso e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Dicevo, dunque, del sartofono che sembra un bastone metallico con uno snodo al centro ed è, invece, un generatore di sequenze MIDI azionato da una superfice touch e capace di tradurre percussioni, tocchi vari e spostamenti nello spazio in altrettante modulazioni sonore.
La performance dell'I-Jazz Ensemble 2011 si intitolava "Il bidone" ed era una rilettura delle musiche di Nino Rota. Rilettura rigorosa usando gli strumenti dell'alfabeto musicale più moderno che sono una buona struttura jazz, riferimenti all'avanguardia free e sperimentalismo elettronico. Risultante del tutto è stato un notevole livello di equilibrio musicale e un perfetto amalgama tra le singole componenti che hanno generato un flusso sonoro solido e gravido di tensioni risolte in un equilibrio mai statico, sempre sull'orlo del precipizio.
E questa musica così pregna di tensione, così irrisolta e sempre inaspettata ha tenuto incollata nell'auditorium del Conservatorio Cantelli di Novara una moltitudine di ascoltatori tra i quali una larga fetta era formata da giovanissimi che, in un giudizio superficiale, si sarebbero potuti definire rockettari e invece hanno partecipato della musica trascinante e coinvolgente di Gianluca Petrella, uno che può permettersi una certa trasversalità musicale senza incappare in malaugurate cadute di stile, senza dover rinunciare al rigore della qualità.
foto1 Gianluca Petrella
foto 2 G. Petrella e Beppe Scardino
foto di R. Marotta
foto1 Gianluca Petrella
foto 2 G. Petrella e Beppe Scardino
foto di R. Marotta


Nessun commento:
Posta un commento