sabato 23 aprile 2011

Quando suono penso solo a suonare...

"Charlie Parker non muoveva un muscolo quando suonava: era come una statua. Si vedevano quelle piccole dita grasse che si alzavano a malapena dalle chiavi, e questa musica così dinamica che usciva come un torrente. Non mi sono mai accorto che non batteva neppure il piede. Non c'erano movimenti sprecati. E' questo il modo di suonare che preferisco. Ma uno può ballare con la sua musica se è bella: si può fare. Si vede Keith Jarrett che fa tutte quelle contorsioni ridicole, e qualche volta suona anche bene. Certo, quando fa un concerto ci sono duemila persone in più che vanno a sentirlo. Se canterellare o alzarsi in piedi nel bel mezzo di una frase serve a questo, benissimo. Ma può suonare bella musica, ed è il risultato più importante.
Non cerco di esprimere tristezza, o qualche idea pittorica, o qualche maniera per creare un effetto emotivo. Quando suono penso solo a suonare una successione melodica di note, con un senso del tempo più accurato possibile. Non mi sento affatto particolarmente poetico.
Sento che c'è chi vede colori, o immagini, o ha qualche motivazione spirituale. Io sto solo suonando musica chiara, calda e positiva: questa è la mia reale motivazione". [Lee Konitz]



Tratto da
Handy Hamilton, Lee Konitz-conversazioni sull'arte dell'improvvisatore, EDT

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