Il libro di Claudio Sessa, Le età del jazz. I contemporanei, edito da Il Saggiatore e che si avvale della prefazione prestigiosa di Uri Caine, pur con qualche limite, affronta l'argomento jazz contemporaneo, sue eredità e linee di tendenza. Il chè, francamente, non è poco. Se ne riparlerà anche se qualche considerazione "en passant" è inevitabile.
La prima caratteristica del jazz contemporaneo è il controllo di tutte le forme espressive possibili, anche quelle meno convenzionali.
Se le basi del rapporto fra Stati Uniti ed Europa sono state, a partire dagli anni '60, paritarie e non più in funzione subordinata dell'Europa agli USA ciò può essere ascritto alla filosofia libertaria del Free Jazz
L'anomalia ritmica è uno dei tratti caratteristici del jazz odierno.
Una importante riflessione riguarda la definizione di "musica afroamericana". A proposito, l'autore sostiene che il jazz ha tre fondamentali matrici o tipi di influenza: a) tradizione africana b) folklore etnico c) tradizione eurocolta.
Secondo Sessa la prima di queste ha finito ben presto per prevalere determinando l'usuale definizione del jazz. Si assiste ora a un recupero delle altre due. In questa fase storica e per i motivi appena elencati, il jazz europeo è portatore di una vitalità che gli deriva proprio dalla sua posizione strategica rispetto ai punti b) e c).
Sono spunti riflessivi interessanti che delineano uno scenario di dissoluzione/riaggregazione delle molecole jazzistiche così come ci sono pervenute dall'usuale storiografia di genere.
Mi viene da pensare al Free come al conflitto dissolutorio seguito da una fase riaggregativa "aperta" dove l'apparente confusione indica,da un lato, un processo di costante ricerca, dall'altro un percorso parcellizzante che ci costringe a uno sforzo di ridefinizione delle abituali coordinate.
Per spiegarmi meglio, siamo stati da sempre abituati a considerare il swing come imprescindibile componente del jazz, così come la peculiarità timbrica. In realtà, questi appena accennati non posseggono più il ruolo centrale che hanno avuto in passato.
Buona lettura.
Immagini: Duke Ellington
Lettura: Claudio Sessa, Le età del jazz. I contemporanei, Il Saggiatore 2009


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