domenica 20 luglio 2008

Circle Game

Nel tentativo di trasportare di tonalità due spartiti di John Coltrane assisto incantato alla semplicità racchiusa in due pezzi come My Favorite Things e Naima. Che uno immagina chissà che complicate alchimie sovrintendono ai capolavori musicali. Invece leggo spartiti quasi elementari e strutture musicali che più banali non si potrebbe. Ho postato (fig. 2) il mio modesto manoscritto delle prime quattro battute di Naima, trasportato in Solm dall'originaria tonalità di Fam per adattarla al clarinetto, così che tutti possano vedere l'imprevedibile semplicità del costrutto. La musica è un miracolo che si rinnova ogni istante!

Da Free Jazz, di Ekkehard Jost, a proposito sempre di Coltrane, laddove l'autore prende in esame le tecniche improvvisative del musicista nella fase posteriore al 1965 (dopo Ascension per intendersi) mi ha colpito, non avendolo precedentemente notato, il ricorso frequente all'impiego delle progressioni le quali, come mezzo di organizzazione melodico-motivica non erano certo, all'epoca, una novità nel jazz. Jost fa notare come già in precedenza siano state usate dallo stesso Coltrane, fra gli altri, in A Love Supreme.
L'autore fa ancora notare come a partire dal 1965 l'uso e finalità delle progressioni, in Coltrane, cambia in modo evidente.
Le progressioni melodiche, usate senza parsimonia, rischiano di sembrare degli studi e di annoiare l'ascoltatore, ma non nel caso di Coltrane perchè:

Le sue progressioni sono quasi sempre ascendenti, molto raramente discendenti. Di regola, egli inizia nel registro grave spesso con una breve frase, che poi conduce (o meglio, spinge) verso l'alto con infinita perseveranza, attraverso numerose frasi circolari e con un costante aumento della dinamica, per chiudere almeno su suoni penetranti in sovracuto. Potrebbe essere la continuità a conferire a queste progressioni una qualità nuova e in un certo senso extramusicale. Se lo "sforzo per ottenere un più alto livello di esistenza" [...] ha un intento programmatico anche in senso musicale, è qui che esso si esprime, in queste progressioni intense e ostinate, la cui carica emotiva va ben oltre ciò che si può notare in termini formali.
[cft. Ekkehard Jost, Free Jazz, L'Epos, pag.137]

Lo "Sforzo per ottenere un più alto livello di esistenza" era la tensione che spingeva il musicista verso una dimensione spirituale che fosse assoluta e che fu anelata fino alla morte.

Ho l'impressione che la via che porta all'assoluto per mezzo della musica non sia praticabile nei termini coltraniani. Infatti, la strada di Coltrane fu ricca di contraddizioni, una fra tutte fu il perseguire concetti come "pace" o "amore" attraverso una musica ricca di caos e inquietudine, quasi a cercare una purificazione attraverso l'inquieta urgenza che l'incalzare delle sue note reclamava.

Leggere
Ekkjehard Jost, Free Jazz, L'Epos

Ascoltare
John Coltrane, Olatunji Concert, Impulse

Immagini
1-dal web
2-spartito di Naima, John Coltrane
3-John Coltrane dalla copertina del libro citato.

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