
William Parker tiene bene in conto la tradizione blues afroamericana assumendola come nucleo magmatico della sua musica e calandola nel tempo attuale, sancisce il brodo urbano di cui si nutre il sottoproletariato negro delle metropoli americane: ritmo binario. Diametralmente opposta la traiettoria di Tononi, farcita di accademismo e rivolta verso la necessità di tenere salda la sintassi di un linguaggio musicale ormai classico e un po’ sterile. Esemplificativi i titoli delle rispettive performance: Visionario come vuole essere la sua musica, per Parker; razionale, per come rimanda all’approccio classico, Tononi
Azzardo un paragone tra William Parker e Daniele Sepe. L’approccio dell’americano è simile a quello di Sepe, rispetto alla manipolazione della materia sonora legata alla cultura di riferimento che per Parker è il blues mentre per Sepe è la musica popolare del meridione. Ricordo Sepe sostenere come non si possa ignorare il fatto che oggi i ritmi che scandiscono la musica popolare sono quelli che si ascoltano dagli stereo a palla delle automobili mentre trasmettono disco music. Per questa sua convinzione il musicista partenopeo ha subito vari ostracismi (ricordo le contestazioni in una Notte della Taranta di cui il nostro era maestro concertatore).
Tiziano Tononi Trio: Tononi, batteria, Alberto Tacchini, pianoforte, Silvia Bolognesi, contrabbasso.
William Parker Sextet: Parker, contrabbasso, Leena Conquest, voce e danza, Lewis Barnes, tromba, Rob Brown, sax alto, Eri Yamamoto, pianoforte, Hamid Drake, batteria.
Musica
Nexus, Rivers of dreams, Splasc(h) 2004
William Parker, The inside songs of Curtis Mayfield. Live in Rome, Rai Trade 2007
Immagini
1-William Parker a Novara 2oo8, Rodolfo M.
2-William Parker a Novara 2008, Rodolfo M.
3-Hamid Drake a Novara 2008, Rodolfo M.
4-Leena Conquest a Novara 2008, Rodolfo M.
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