Continuando nel lavoro di recupero di vecchi libri, mi sono imbattuto in questo di Mario Luzi, Uomini e avanguardie jazz, edito da Gammalibri nel 1981. E’ una raccolta di conversazioni , riprese con un registratore a bobina e riprodotte integralmente, con musicisti che, come è facile dedurre dalla data di pubblicazione, hanno segnato la storia jazzistica degli anni ’70, sicuramente un momento storico cruciale, di intersezioni importanti tra jazz afroamericano e musica improvvisata europea (jazz europeo?).
Infatti, rileggendo alcune pagine, ho ben presto focalizzato l’attenzione sul musicista tedesco Alexander Von Schlippenbach, nume della Globe Unity Orchestra, laboratorio di idee imprescindibili e grande creatività, capace di indicare una strada importante sulla via della ridefinizione storica di questa musica.
Tra le altre cose, Luzi chiede al musicista che effetto abbia prodotto in lui e nei suoi colleghi tedeschi in generale l’uscita del disco Free Jazz di Ornette Coleman e del perché sia negli USA con l’ottetto di Ascension, di John Coltrane e in Europa, col progetto Globe Unity si sia sentita contemporaneamente l’esigenza di un lavoro improvvisativo a impronta collettiva. In entrambi i casi ottiene, dal nostro, risposte abbastanza scontate. Schlippenbach ricorda l’enorme interesse e, insieme, il grande ostracismo che quel disco suscitò in Germania. Ricorda come i suoi colleghi usassero fischiettare con gusto, le improvvisazioni di Coleman e compagni. E spiega, a proposito della seconda domanda, come, a suo avviso, certi avvenimenti sono casualità della Storia, esigenze che sgorgano spontaneamente quando i tempi diventano maturi.
Schlippenbach si sofferma sul lavoro improvvisativo di tipo atonale della Globe Unity e sul fatto che non necessariamente questo debba svilupparsi a partire da concetti astratti ma possa anche svilupparsi a partire da riferimenti musicali più concreti, come quelli legati alla tradizione, per esempio.
E’ interessante quanto dichiara il musicista tedesco a proposito di un’accusa mossa dal musicista Willem Breucker a proposito di un presunto elitarismo della musica improvvisata europea (siamo nell’81, n.d.r.).
Sottolineando come recenti concerti in Europa e nel Medio Oriente avessero visto una partecipazione significativa di appassionati, spiega come, inevitabilmente, ogni discorso musicale innovativo si muova in direzioni elitarie salvo poi attrarre progressivamente masse di referenti via via più numerose. Si dice convinto che nel futuro sarà l’Europa a dettare le direzioni più interessanti, essendo gli USA più legati al business, notoriamente allergico a discorsi avulsi dal mercato, mentre nel Vecchio Continente le istituzioni pubbliche riescono ancora a giocare un ruolo di protagoniste attive a tutela della qualità musicale.
Parla ancora, Alexander Von Schlippenbach, parla della sua formazione musicale, a cavalllo tra cultura afroamericana e Schoenberg, dell’influenza che hanno avuto su di lui Thelonious Monk e Jelly Roll Morton, di come il suo lavoro solistico, quello nei piccoli gruppi e quello con la grande orchestra, pur essendo tipologie differenti che richiedono differenti approcci, nel suo caso sono coesi dalla sua forte idea musicale basata sul concetto di improvvisazione atonale.
Tra le altre cose, Luzi chiede al musicista che effetto abbia prodotto in lui e nei suoi colleghi tedeschi in generale l’uscita del disco Free Jazz di Ornette Coleman e del perché sia negli USA con l’ottetto di Ascension, di John Coltrane e in Europa, col progetto Globe Unity si sia sentita contemporaneamente l’esigenza di un lavoro improvvisativo a impronta collettiva. In entrambi i casi ottiene, dal nostro, risposte abbastanza scontate. Schlippenbach ricorda l’enorme interesse e, insieme, il grande ostracismo che quel disco suscitò in Germania. Ricorda come i suoi colleghi usassero fischiettare con gusto, le improvvisazioni di Coleman e compagni. E spiega, a proposito della seconda domanda, come, a suo avviso, certi avvenimenti sono casualità della Storia, esigenze che sgorgano spontaneamente quando i tempi diventano maturi.
Schlippenbach si sofferma sul lavoro improvvisativo di tipo atonale della Globe Unity e sul fatto che non necessariamente questo debba svilupparsi a partire da concetti astratti ma possa anche svilupparsi a partire da riferimenti musicali più concreti, come quelli legati alla tradizione, per esempio.
E’ interessante quanto dichiara il musicista tedesco a proposito di un’accusa mossa dal musicista Willem Breucker a proposito di un presunto elitarismo della musica improvvisata europea (siamo nell’81, n.d.r.).
Sottolineando come recenti concerti in Europa e nel Medio Oriente avessero visto una partecipazione significativa di appassionati, spiega come, inevitabilmente, ogni discorso musicale innovativo si muova in direzioni elitarie salvo poi attrarre progressivamente masse di referenti via via più numerose. Si dice convinto che nel futuro sarà l’Europa a dettare le direzioni più interessanti, essendo gli USA più legati al business, notoriamente allergico a discorsi avulsi dal mercato, mentre nel Vecchio Continente le istituzioni pubbliche riescono ancora a giocare un ruolo di protagoniste attive a tutela della qualità musicale.
Parla ancora, Alexander Von Schlippenbach, parla della sua formazione musicale, a cavalllo tra cultura afroamericana e Schoenberg, dell’influenza che hanno avuto su di lui Thelonious Monk e Jelly Roll Morton, di come il suo lavoro solistico, quello nei piccoli gruppi e quello con la grande orchestra, pur essendo tipologie differenti che richiedono differenti approcci, nel suo caso sono coesi dalla sua forte idea musicale basata sul concetto di improvvisazione atonale.
Bibliografia:
Mario Luzi, Uomini e avanguardie jazz, Gammalibri 1981
Mario Luzi, Uomini e avanguardie jazz, Gammalibri 1981
Fotografie:
1-Copertina del libro di Mario Luzzi
2-Alexander Von Schlippenbach (dal sito personale)
1-Copertina del libro di Mario Luzzi
2-Alexander Von Schlippenbach (dal sito personale)
Discografia:
Globe Unity Orchestra
Globe Unity Orchestra
1966 Globe Unity, Saba 15 109 ST. Issued under Schlippenbach's name.1973 Live in Wuppertal, FMP 0160.
1973 For example, FMP R123.
1974 Hamburg '74, FMP 0650.
1974 Der alte mann bricht ... sein schweigen, FMP S4 (single). Globe Unity Orchestra.1975 Rumbling, FMP CD 40.
1975, Bavarian calypso/Good bye, FMP S6 (single).
1975/1976 Jahrmarkt/Local fair, Po Torch PTR/JWD 2.1977 Improvisations, JAPO 60021.
1977, Pearls, FMP 0380.
1979 Compositions, JAPO 60027. Improvisations and Compositions reviewed by Peter Kostakis in Downbeat, vol. 48, no. 11, (November 1981), pp. 38-39.
1982 Intergalactic blow, JAPO 60039.
1986 20th anniversary, FMP CD45.Brief review in Coda, no. 258, (November/December 1994)
2002, Globe Unity 2002, Intakt CD 086.
1973 For example, FMP R123.
1974 Hamburg '74, FMP 0650.
1974 Der alte mann bricht ... sein schweigen, FMP S4 (single). Globe Unity Orchestra.1975 Rumbling, FMP CD 40.
1975, Bavarian calypso/Good bye, FMP S6 (single).
1975/1976 Jahrmarkt/Local fair, Po Torch PTR/JWD 2.1977 Improvisations, JAPO 60021.
1977, Pearls, FMP 0380.
1979 Compositions, JAPO 60027. Improvisations and Compositions reviewed by Peter Kostakis in Downbeat, vol. 48, no. 11, (November 1981), pp. 38-39.
1982 Intergalactic blow, JAPO 60039.
1986 20th anniversary, FMP CD45.Brief review in Coda, no. 258, (November/December 1994)
2002, Globe Unity 2002, Intakt CD 086.
Nessun commento:
Posta un commento