lunedì 24 febbraio 2014

Brotzmann e varie altre cosette...

Ascoltato a Novara il Full Blast Trio, gruppo composto da Peter Brotzmann alle ance, Michael Wertmuller alla batteria e Marino Pliakas al basso elettrico.
Una piacevole serata di buona musica e auditorium affollato in ogni ordine di posti. Da segnalare la presenza in sala del noto critico musicale Riccardo Bertoncelli.
Motore del gruppo è la tensione dinamica tra la sezione ritmica e il leader: Brotzmann ha una storia che parte dalla New Thing americana ancora percepibile nelle brevi e intense cellule motiviche che introducono il magma improvvisativo successivo. Questo prende corpo in crescendo subendo la contrapposizione della sezione ritmica che più che segnare tempi precisi o indugiare in forme swinganti, tesse una tela ritmica continua, liquida, seppur possente, che accoglie e sostiene con assoluta efficacia le traiettorie melodiche del sassofono o del clarinetto.

La caratteristica timbrica della musica di Brotzmann è aggressiva e lancinante seppur prodotta da ance di legno (potevo dedurlo dal fatto che ogni qualvolta cambiava ancia la profilava con l'apposito coltellino) al contrario, per esempio, di Matt Gustafson che produce il suo particolare suono utilizzando ance di plastica.

Sul palco dell'Auditorium Cantelli si sono alternati brani completamente improvvisati ad altri nei quali il momento improvvisato si snodava a partire da spunti melodici che nella maggior parte dei casi si rifacevano alla tradizione melodica nord europea. Lo sviluppo melodico variava da brani in cui la tensione procedeva in linea retta a partire da un attacco fortissimo ad altri in cui, viceversa, si sviluppava  in crescendo fino al raggiungimento del climax.

Il brano che si può ascoltare nel video è un classico esempio di quanto detto. Inizia con un accordo di Do dal quale si dipana un motivo melodico che resta ancorato al centro tonale originario fino a quando l'intervento della sezione ritmica non lo avvolge e lo dilata in una sorta di elastico che finisce per ritornare al centro tonale di partenza. Questo brano ha una struttura molto rigida e se pensiamo alla storica Gun Machine, grande esempio di musica completamente free si potrebbe essere portati a pensare che la parabola del nostro sia approdata su territori più organizzati.




E necessario inserire alcune note a margine:

1-La pratica improvvisativa libera sembra essere approdata a un vicolo cieco (questa è una mia opinione) o almeno non ha più come scopo il disegno di inaspettate linee melodico-armoniche, uno scopo musicale, insomma, ma svolge una funzione psicosomatica, di coinvolgimento emotivo. Un etnomusicologo la definirebbe funzione religiosa, una tensione verso il mito. In questo senso molta musica contemporanea guarda verso forme di primitivismo culturale. Sarà, forse, il postmodernismo musicale, chissà?

2-Ho accennato all'importanza delle ance nella produzione di suoni e, di conseguenza, nella costruzione timbrica che, a partire dalla tradizione afroamericana, è un elemento fortemente caratterizzante anche in senso creativo, artistico. In questo sembra superata la visione dello strumento musicale come, appunto, puro strumento ma, in quanto creatore di timbro, deve essere considerato costruttore di musica nel senso che un do sul pentagramma non è solo un do ma la sua funzione dipende anche dallo strumento che lo genera. Tanto più importante questo discorso se consideriamo che siamo nell'era della musica sintetica o digitale dove la produzione timbrica ha acquistato un ruolo ormai egemone.

3-Si parla molto di jazz italiano, del suo valore relativo o assoluto. A parte che non c'è solo jazz, in Italia, rispetto alle nuove tendenze di cui sopra la cultura jazzistica italiana appare subalterna, sicuramente più limitata rispetto alle tendenze europee o americane soprattutto per quanto riguarda i parametri creativi accennati precedentemente, Essa appare molto più agganciata alle forme tradizionali e limitata rispetto a processi di trasversalismi creativi ovvero incontri con altre forme musicali. Laddove questi processi si tentano i risultati sono spesso insufficienti. Aleggia una forma di provincialismo limitante.

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