Fotografare la musica è una rinuncia indicibile.
Fotografare, infatti, vuol dire distrarsi, perdere le note e se la musica ci piace perdere anche una sola nota è un vero delitto di lesa maestà. Converrebbe dedicare la propria creatività fotografica verso musiche che non ci attraggono, ammesso che esistano (e per me non esistono). In questo secondo caso, però, la mancanza di attrazione limita la portata creativa poichè mancherebbe la sintonia tra il fotografo e il soggetto.
In effetti, per un buon risultato dal punto di vista creativo è necessario il piacere dell'ascolto, la piena sintonia col musicista, la conoscenza della sua musica e del modo in cui si egli muove sul palco in modo da saper anticipare i suoi atteggiamenti in funzione creativa. Sarebbe il caso di conoscere la sua tecnica strumentale la quale può rivelarsi origine di ottime soluzioni compositive in sede di ripresa.
E' importante che il fotografo sia fornito di un buon corredo tecnologico, buone reflex e discreta gamma di focali. La cosa principale, in ogni caso, è tanta, tanta pazienza.
i vantaggi che il fotografo può ricavare da questa attività sono impagabili. Dietro l'occhio di un potente obiettivo si stabilisce un contatto privilegiato col musicista. Si notano le mani al momento dell'approccio sulla tastiera, la bocca che si approprinqua al bocchino, si può sentire la pausa e il respiro tra due note o l'occhio buttato al collega come segno di inizio di un chorus o di un'entrata a tempo. Tutto questo è partecipazione intensa, impareggiabile.
Concentrazione musicale e concentrazione fotografica vanno fatte convivere. E' tutta una questione di allenamento. L'allenamento semina, il raccolto sarà ricco.
Non ci dobbiamo dimenticare di un sottile ma importante punto di collegamento tra musica e fotografia. Lo ha segnato Ansel Adams. Tutti gli appassionati di fotografia conoscono il Sistema Zonale che individua dieci livelli di tonalità laddove il primo è il bianco puro e l'ultimo il nero mentre in mezzo vi sono otto livelli di grigio compreso quello che si chiama "grigio medio" . Non può sfuggire il richiamo al "do centrale" della scala musicale.
Non ci dobbiamo dimenticare di un sottile ma importante punto di collegamento tra musica e fotografia. Lo ha segnato Ansel Adams. Tutti gli appassionati di fotografia conoscono il Sistema Zonale che individua dieci livelli di tonalità laddove il primo è il bianco puro e l'ultimo il nero mentre in mezzo vi sono otto livelli di grigio compreso quello che si chiama "grigio medio" . Non può sfuggire il richiamo al "do centrale" della scala musicale.

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