Ascoltando Raffaele Casarano & Locomotive con Paolo Fresu e l’Orchestra del Conservatorio di Lecce in questo bel disco tardo-parkeriano (o forse è solo una mia illusione dovuta alla presenza di un’imponente orchestra, sapendo quanto Parker fosse attratto dalle orchestre classiche) continuo con le mie meditazioni sulle ultime frasi dell’intervista di Max Roach.
Franco Fayenz:
Tu hai stima dei musicisti europei di jazz? Credi che possa esistere un jazz non americano? Un jazz europeo, appunto?Roach:
Io ti rispondo così: sarebbe possibile per un afroamericano o per un africano comporre una sinfonia come hanno fatto Beethoven o Mozart, visto che il mondo è diviso politicamente e sociologicamente, e che pertanto la cultura e le basi sono diverse? E’ chiaro, la risposta è no. Io, almeno, non conosco nessun nero che ci sia arrivato. Manca il background necessario.
[…] Se si guardano attentamente la storia del jazz e le sue trasformazioni nel tempo, i giganti si chiamano Coleman Hawkins, Miles Davis, John Coltrane, eccetera, che sono tutti neri. Non esistono musicisti bianchi, e meno che meno europei, che si possano paragonare a loro, perché nei riguardi della musica afro-americana non possono possedere la stessa forza creativa.
[…] Coloro che meno se ne rendono conto sono gli europei, perché i bianchi in genere pensano di essere onnipotenti. Ma questo non è vero per nessuno.
Tu hai stima dei musicisti europei di jazz? Credi che possa esistere un jazz non americano? Un jazz europeo, appunto?Roach:
Io ti rispondo così: sarebbe possibile per un afroamericano o per un africano comporre una sinfonia come hanno fatto Beethoven o Mozart, visto che il mondo è diviso politicamente e sociologicamente, e che pertanto la cultura e le basi sono diverse? E’ chiaro, la risposta è no. Io, almeno, non conosco nessun nero che ci sia arrivato. Manca il background necessario.
[…] Se si guardano attentamente la storia del jazz e le sue trasformazioni nel tempo, i giganti si chiamano Coleman Hawkins, Miles Davis, John Coltrane, eccetera, che sono tutti neri. Non esistono musicisti bianchi, e meno che meno europei, che si possano paragonare a loro, perché nei riguardi della musica afro-americana non possono possedere la stessa forza creativa.
[…] Coloro che meno se ne rendono conto sono gli europei, perché i bianchi in genere pensano di essere onnipotenti. Ma questo non è vero per nessuno.
A proposito dell’americanità del jazz: negli USA il jazz si è sviluppato in club privati, a scritturazione privata e contratti limitati nel tempo. E’ arrivato nei teatri, ma sempre a finanziamento privato, così come a finanziamento privato erano i festival.
Non è sbagliato che laddove l’impulso privato non sia adeguato, i soldi pubblici, le istituzioni, corrano a salvare l’arte in genere, la musica, nel nostro caso. Ma il ridondante interventismo degli ultimi quarant’anni ha prodotto una preoccupante omologazione a cui si aggiunge il limite culturale dell’occidente a mettere in discussione i sistemi di apprendimento.
Allo stato attuale, ben poche sono le situazioni felici. Alcune piccole etichette finanziano buoni esperimenti, con notevole difficoltà. Una di queste ha sede a Lecce, è Dodicilune e questo bel disco di Raffaele Casarano lo si deve a lei. Ben venga.
Non è sbagliato che laddove l’impulso privato non sia adeguato, i soldi pubblici, le istituzioni, corrano a salvare l’arte in genere, la musica, nel nostro caso. Ma il ridondante interventismo degli ultimi quarant’anni ha prodotto una preoccupante omologazione a cui si aggiunge il limite culturale dell’occidente a mettere in discussione i sistemi di apprendimento.
Allo stato attuale, ben poche sono le situazioni felici. Alcune piccole etichette finanziano buoni esperimenti, con notevole difficoltà. Una di queste ha sede a Lecce, è Dodicilune e questo bel disco di Raffaele Casarano lo si deve a lei. Ben venga.
Discografia:
Raffaele Casarano & Locomotive, Legend, featuring Paolo Fresu with Orchestra del Conservatorio “Tito Schipa” , Dodicilune
Raffaele Casarano & Locomotive, Legend, featuring Paolo Fresu with Orchestra del Conservatorio “Tito Schipa” , Dodicilune
Fotografie:
Tratte dalla copertina del disco.
Tratte dalla copertina del disco.
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